I racconti di Riccardo Gavioso sono degli schizzi poetici sull'ordinarietà che circonda la vita di tutti. L'animo sensibile è un vero e proprio dono che permette di filtrare la realtà connotandola di quei colori e sapori che vorremmo che avesse, e un talento straordinario, come quello di Gavioso, insegna come fare. " Propensione per le Tempeste " è stato finalista al Premio Internazionale di Narrativa " Il Prione "
un ringraziamento ai 1178 lettori che hanno scaricato il mio libro

“la penna che graffia”, l’unico sito che è in grado di darvi quello che i ministri possono solo promettervi


certamente tutti avranno percepito che sul paese soffia un nuovo vento primaverile: non maestrale, non ponentino, non grecale né scirocco, non libeccio e neppure tramontana… sull’Italia soffia prepotente come una bora, la trasparenza.
Primo ad accorgersene la Brunetta Ricchi e Poveri, che ha annunciato che si giocherà col Garante per la Privacy la possibilità di rendere pubblici e disponibili in Internet gli stipendi della Pubblica Amministrazione… speriamo solo che non se la giochi a basket!
Io vorrei dare una mano al ministro, e inizio con gli stipendi di Montecitorio, che mi paiono degni di nota:

" Il settimanale “L’Espresso” ha fatto un’inchiesta, ripresa anche dalla stampa nazionale, circa il costo di alcuni dipendenti delle Camere. A conferma che il proverbio: “se tanto dà tanto…” ci prende, e cioè che se i parlamentari guadagnano cifre considerevoli, rispetto alla media nazionale dei cittadini, anche i loro dipendenti non sono da meno. Un meccanico parlamentare ci costa 152 mila euro all’anno, molto più di un professore universitario. Mentre i barbieri di Camera e Senato ci costano solo (si fa per dire) 133 mila euro lordi all’anno, a testa, quindi con una paga maggiore di quella di un giudice. Forse che il ministro Bersani abbia utilizzato questo parametro per liberalizzare barbieri e parrucchiere? Il ragioniere della Camera ci costa 237 mila euro, sempre lordi annui, che rappresentano una paga maggiore di quella del Capo dello Stato. Fin qui la cosa rimane sul “venale” e sebbene personalmente la disapprovi, non mi ha “infastidito” allo stesso modo delle dichiarazioni fatte a suo tempo dagli ex- presidenti di Camera e Senato, Bertinotti e Marini, che hanno asserito che l’efficienza e l’altissima professionalità dei dipendenti delle camere, li collocano ai maggiori livelli europei, e che quindi la qualità si paga. "
(da MPIE)

vuoi che i tosatori non retribuiscano adeguatamente i propri simili...

avviso: visto che parliamo di pubblica amministrazione, la mancanza di commenti verrà letta come silenzio-assenso, e testimonierà che ritenete queste cifre del tutto congrue

due parole d’incoraggiamento per i ragazzi


mi entusiasma l’idea dell’esercito in giro per le nostre città, e ho preparato due parole d’incoraggiamento per i ragazzi:

« Italiani, l'auspicata svolta politica, il lungamente atteso colpo di stato ha avuto luogo [...]. La formula politica che per lungo tempo ci ha governato, e ha portato l'Italia sull'orlo dello sfacelo economico e morale ha cessato di esistere. Le forze armate, le forze dell'ordine, gli uomini più competenti e rappresentativi della nazione sono con noi; mentre, d'altro canto, possiamo assicurarvi che gli avversari più pericolosi, quelli che per intendersi, volevano asservire la patria allo straniero, sono stati resi inoffensivi [...]. Nel riconsegnare nelle vostre mani il glorioso tricolore, vi invitiamo a gridare il nostro prorompente inno d'amore: Italia, Italia, Viva Italia! »

tre annotazioni:

- chi fosse rimasto un po’ disorientato può dare un’occhiata qui

- non avevamo certo bisogno di altro per assomigliare a una repubblica delle banane di stile sudamericano, ma, evidentemente, questo governo ha deciso di fare le cose per bene

- per i detrattori: attendo l'elenco dei paesi in cui l'esercito si occupa di mantenere l'ordine pubblico... vi lascio un paio di righe, penso bastino e avanzino

(il postino delle sei) - il mondo scosso dalle affermazioni di Bush sulla guerra in Iraq


George Bush ha dichiarato di essersi sacrificato per l’Iraq: non gioca a golf da cinque anni in segno di rispetto verso i caduti. In effetti, caro George, come puoi vedere dalla foto, molti hanno dovuto sacrificare qualcosa per l’Iraq…

una speciale menzione anche per il giornalista che sul Corriere ha definito questa uscita presidenziale: “un’intervista dal sapore di una confessione, che ha sorpreso l’America e Israele “.

dato che si firma E.C., sospetto sia l’acronimo di: Esempio di …

Travaglio mi ha spiegato come prendere insulti da destra e da "sinistra"... ditemi se ho imparato bene...


"...è il caso del popolo Rom, quello che noi volgarmente chiamiamo “Zingari” prendendo a prestito il termine da Erodoto, che li chiamava “Zinganoi” - diceva che era un popolo che veniva dal sud-est asiatico, dall'India, che parlavano una strana lingua - che poi si è scoperto essere il Sanscrito - e che facevano un mestiere (se mestiere lo si può considerare): quello del mago e dell'indovino.
E’ quindi un popolo che gira il mondo da più di 2000 anni, afflitto o affetto - io non so come meglio dire, ma forse semplicemente affetto - da quella che gli psicologi chiamano “dromomania”, cioè la mania dello spostamento continuo, del viaggiare, del non fermarsi mai in un posto. E’ un popolo, secondo me, che meriterebbe - per il fatto, appunto, che gira il mondo da più di 2000 anni senza armi - meriterebbe il premio per la pace in quanto popolo.
Purtroppo i nostri storici - e non soltanto i nostri - preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali ma in quanto organizzati in nazioni, se non addirittura in stati, e si sa che i Rom - non possedendo territori - non possono considerarsi né una nazione né uno stato. Mi si dirà che gli zingari rubano; è vero, hanno rubato anche in casa mia. Si accontentano, però, dell'oro e delle palanche; l'argento non lo toccano perchè secondo loro porta male, lascia il nero - quindi vi accorgete subito se siete stati derubati da degli zingari. D'altra parte si difendono come possono; si sa bene che l'industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali. Buona parte dei Rom erano e sono ancora artigiani, lavoratori di metalli (in special modo del rame), addestratori di cavalli e giostrai - tutti mestieri che, purtroppo, sono caduti in disuso. Gli zingari rubano, è vero, però io non ho mai sentito dire - non l'ho mai visto scritto da nessuna parte - che gli zingari abbiano rubato tramite banca. Questo è un dato di fatto.”

come è un dato di fatto che loro rubano agli altri, mentre molti in questo paese si rubano tra di loro

attenzione con gli insulti, potreste scoprire che li avete indirizzati ad una persona che gode di un certo e meritato credito

(il postino delle sei) - cara Brunetta dei Ricchi e Poveri...


...purtroppo in Parlamento non è bastato " colpirne cento per educarne uno "... e anche quella è Pubblica Amministrazione.

p.s. meglio non far sapere al Capo chi ha pronunciato quella frase, vero...

(il postino delle ventuno) - siccome con la prima carica dello Stato (apprezzare il maiuscolo) mi è andata malissimo, riprovo con la seconda. Poi,...


...se è il caso, mi accontento dei commessi di Montecitorio

volevo solo sapere, visto che Schifani ha querelato Travaglio e perderà sicuramente la causa, se i soldi per l’avvocato li tira fuori lui o come al solito li tiriamo fuori noi?

(il postino delle sei) - Giorgio Napolitano convoca Adamo ed Eva, e auspica una corretta gestione del Paradiso Terrestre


apprendo che Il Presidente della Repubblica ha ricevuto i futuri magistrati e ha dispensato loro i suoi preziosi consigli.

Prima di dar accesso a quell’Eden che, notoriamente, è il nostro sistema giudiziario (e che nessuno scriva nei commenti: specie per chi delinque, ancor meglio se il reato è di natura finanziaria), ha assunto il tono del Creatore e li ha ammoniti: "Imparate a non cedere alla tentazione di diventare burocrati della giustizia. Non fatevi lusingare dal protagonismo e ricordate di non travalicate mai i vostri confini. Io garantirò l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati".

I novelli Adamo e Eva hanno palesato qualche perplessità: non burocrati, non protagonisti… ma in buona sostanza il frutto proibito quale sarebbe?

Ma giovani amici, è ovvio che la mela è frutto politico per eccellenza da cui tenersi a debita distanza!

E la pena?

Niente di drammatico: un semplice provvedimento burocratico d’incompatibilità ambientale col Paradiso… ma visto come butta ultimamente sulla terra, ci farei molta, molta attenzione…

della nemesi storica…




il dipartimento della Difesa statunitense, in seguito ad un’inchiesta del Washington Post, ha dovuto ammettere che le salme di circa duecento militari caduti in Iraq e Afghanistan sono stati cremati in un impianto normalmente destinato a smaltire resti animali. Ha tenuto però a far sapere di aver interrotto la procedura a seguito di un leggerissimo disappunto manifestato dai alcuni parenti dei caduti.

Voi ritenete che le motivazioni dell’episodio vadano ricercate in uno scarso rispetto per la vita umana o in un’altissima considerazione per quella animale?

Naturalmente non vorrei che il vecchio filmato, che tutti ben conosciamo, possa in qualche modo condizionare la vostra risposta…

(il postino delle ventuno) - Don Raffaè, si fidi di me, quando va in ufficio, si porti da casa pennini e inchiostro


“la penna”, si sa, è una vecchia zitella un po’ acida, e, come tale, ama parlar male di qualcuno. Oggi la obblighiamo a fare un’eccezione, e parliamo bene di un uomo pubblico che, “incredibile dictu”, è stato in grado di mantenere i suoi impegni… sì, in Italia, lo giuro!

Questo uomo è il Procuratore della Repubblica Raffaele Guariniello, che come promesso, in poco più di cinque mesi, dopo aver ereditato un’inchiesta scomoda come una sedia di Le Corbusier e bollente come il fuoco che alla Thyssen si è preso la vita di sette operai, ha presentato al GIP le richieste di rinvio a giudizio per la strage, dopo aver raccolto oltre duecentomila pagine di atti dell’inchiesta.
Subito dopo la tragedia da questo blog era stata auspicata un’imputazione per omicidio volontario, e a tutti era sembrata follia. Dopo l’intervento di Carlo Federico Grosso, che ipotizzava la stessa accusa, in qualcuno si era accesa una flebile speranza, che si era andata poi rafforzando con le indiscrezioni filtrate dalla Procura.

Ora, Guariniello, coadiuvato dai p.m. Laura Longo e Francesca Traverso, ha chiesto di processare Harald Espenhahm per omicidio volontario con dolo eventuale, avendo omesso di approntare misure antinfortunistiche del valore di un milione di euro, per far risparmiare l’azienda in vista del trasferimento della produzione a Terni. Altri cinque dirigenti risponderanno invece di omicidio colposo, con colpa cosciente. Espenhahm rischia ora una condanna a ventuno anni di reclusione con qualche possibilità di riduzione della pena da parte del giudice.

Raffaele Guariniello confida nella possibilità di approdare in aula già prima dell’estate, per aprire un processo che se confermerà le ipotesi di reato, sarà sicuramente più efficace di qualche centinaia di leggi sulla sicurezza sul lavoro.
Vista la complessità e il valore degli interessi in gioco, diffido e temo sorprese, e voglio dare un consiglio al Procuratore aggiunto: “ Don Raffaè, si fidi di me, quando va in ufficio, si porti da casa pennini e inchiostro, nel caso dovesse scrivere qualche lettera di carattere personale… mi creda, è molto, molto meglio! “

(il postino delle sei) - le immagini del più vile e efferato delitto compiuto in Italia nel dopoguerra




solo per dire che chi, in nome della libertà di pensiero, è contrario al boicottaggio del Salone del Libro, dovrebbe essere il primo a biasimare l'intervento delle forze dell'ordine per rimuovere uno striscione esposto in modo del tutto pacifico da chi lo sosteneva.
Sul boicottaggio non intendo tornare, avendone parlato a lungo, ed essendo una scelta difficile e personale.

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a proposito, è confermato: Sandro Bondi ministro della Cultura

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(il postino delle ventuno) - Bongiorno al ...


l’avvocato Giulia Bongiorno, appena eletta come parlamentare per l’ostello delle libertà, oggi occupava tutti i tiggì avendo appena accettato l’incarico di difendere Raffaele Sollecito nel processo per l’omicidio di Perugia. Evidentemente, il fatto di difendere Vittorio Emanuele di Savoia e di occuparsi della separazione dei coniugi Fini, non le pesava più di tanto.
Vista l’ora, la faccio breve: è del tutto normale che un parlamentare appena eletto, oltre a mettersi nella bisaccia circa ventimila euro, continui a mettere in altra bisaccia i proventi che gli vengono dalla sua professione. Come è del tutto normale la sfrontatezza di assumere l’incarico della difesa in uno dei processi che si protrarrà per anni e che pare uno dei più complessi che si possano immaginare, relegando ai momenti di relax quello che dovrebbe essere un compito tale da impegnare chi lo svolge come nessun altro. E sempre, è del tutto normale che le reti Mediaset dedichino buona parte dello spazio deputato all’informazione al suo pistolotto e alla sua convinzione della specchiata innocenza del buon Raffae’.
E’ del tutto normale, ma solo in questo paese.

Bongiorno al …

scusate, mi impegno a fondo a cercare d’insegnare alla penna un po’ d’educazione, ma i tempi sono quelli che sono, e i risultati decisamente inferiori alle mie aspettative

rivendico il diritto di bruciare la bandiera del mio paese... specie ora!


egregio dott. Gianfranco Fini, mi degno di scriverle questa lettera aperta per un solo motivo. Se la ritenessi al livello di un Calderoli o di un Bondi, certo non sprecherei il mio tempo: il mondo si divide in idioti e idioti di dostoevskiana memoria, e le lascio immaginare come classifico i due succitati, mentre di lei ho un opinione leggermente migliore.

Ecco perché le scrivo.

La sua esternazione sulla gravità dei fatti di Verona e di Torino si commenta da sola, e mettere sullo stesso piano un pezzo di stoffa e una vita umana è cosa di cui dovrebbe vergognarsi e scusarsi con tutti gli italiani. Sono appena rientrato dal funerale di un amico di trentaquattro anni stroncato da un aneurisma, e lei non può neppure immaginare quanto dolore ci sia dietro una vita che così presto si trasforma in morte, e sicuramente non può immaginare quanto ce ne sia in una vita distrutta per una sigaretta o, più esattamente, per il tentativo di ribellarsi ad un’arroganza che lei dovrebbe ben conoscere. A meno che nel pezzo di stoffa lei non identifichi un'ideologia o una “sindone” del potere, cosa che renderebbe il tutto più indegno e più grave.

Io rivendico il mio diritto a bruciare la bandiera di qualsiasi paese come segno di profondo dissenso verso la politica di quel paese, e se qualche polveroso codicillo legale fosse dalla sua parte, dalla mia c’è la Storia… vuol mettere? Comunque, quanto a ipocrisia, lei è in ottima compagnia: uno dei candidati in corsa per la presidenza di quella che lei ritiene la più grande democrazia del mondo, partecipava a manifestazioni pacifiste contro la guerra in Vietnam dove venivano bruciate bandiere a stelle e strisce, e ora appoggia una legge che definisce lo stesso gesto reato. Io di bandiere ne brucerei parecchie: quella del paese cui facevo riferimento, quella che è stata appena bruciata nella mia città e quella che sventolerà in compagnia dei cinque cerchi delle Olimpiadi… e molte altre, ovviamente. Ma soprattutto rivendico il diritto di bruciare la bandiera del mio paese, specie ora che è rappresentato da individui della sua risma.

e l’ultimo, per favore, si ricordi di chiudere l’acqua e staccare la luce


Allora, il futuro Presidente del Consiglio elogia pubblicamente un conclamato mafioso e lo ringrazia per la sua omertà. Il suo scherano lo definisce eroe, e preannuncia di voler riscrivere la storia, dimenticando che la storia è come il gelato a Cuba qualche anno fa: un solo gusto, prendere o lasciare. Il Podestà di Alghero – impariamo a chiamare le cose col loro nome – vieta di cantare “Bella Ciao” il 25 Aprile, e trova un prezioso alleato nel parroco di altro borgo che vieta i canti della Resistenza per un ex-partigiano, costringendo a declassare il suo funerale a cerimonia civile… in tutti i sensi ovviamente. Un altro Podestà, appena eletto, viene salutato da uno salva di saluti romani in una piazza della Capitale, ma un tribunale condanna per lo stesso tipo di saluto altri allegri figuri che hanno fatto lo stesso su altra piazza, inducendoci a pensare che il saluto romano è cosa buona e giusta, ma solo a Roma… lo dice il nome stesso. Un terzo podestà spende i soldi dei suoi concittadini per avvisarli che gli immigrati stupreranno i loro figli, e li invita a fare attenzione: purtroppo scordando di avvisare che il novanta per cento dei reati di questo tipo avviene in famiglia o per “merito” di parenti e conoscenti. Poco lontano un ragazzo è in fin di vita, ma sui tabelloni di Verona sicuramente domani non troverete una scritta che invita a fare attenzione che vostro figlio non venga ammazzato da qualche neonazista che ha respirato aria di Repubblica di Weimar.

Se in un paio di settimane siamo arrivati a questo punto, con alcuni che minimizzano e altri che paiono ammiccare alla rassegnazione, io non credo di voler restare a vedere come le cose possano evolvere… o, più precisamente, “involvere”. Credo che a chi ha come valori quei vecchi orpelli chiamati “libertà”, “democrazia” e “tolleranza”, non resti che disporre le camicie sul letto e andare a tirare fuori la valigia. E l’ultimo ad andarsene, per favore, si ricordi di chiudere l’acqua e staccare la luce.

(il postino delle sei) - coraggio, Charlie Brown!


caro Walter, ti capisco, migliaia di chilometri in pullman, un risultato che molti di noi faticheranno tutta la vita a dimenticare, nemmeno il tempo di assaporarlo, e un carneade qualsiasi riesce a far meglio di te. Caro Walter, sono le cose della vita: anche chi per primo aveva corso i cento metri in dieci netti si era convinto, col conforto della scienza, che sarebbe stato impossibile far meglio, eppure… c’è da dire che tu i cento li avevi corsi in 9 netti e questo Gordon Brown ha fermato il cronometro a 8.8 Io gli telefonerei e gli farei i complimenti, tanto mi pare tu sia abituato…

p.s. sicuri che si chiami Gordon e non Charlie?

il Silvio e l’Emilio in Cina sarebbero durati pochissimo


in Cina sono circa 70 i reati per cui si può essere condannati a morte. Oltre quelli più gravi, si può finire davanti al plotone d’esecuzione anche per omicidio colposo, gioco d’azzardo, bigamia, teppismo, aggressione, pirateria informatica e tutta una serie di reati finanziari e contro lo stato: corruzione, concussione, appropriazione indebita, evasione fiscale, falsa fatturazione, frode finanziaria o assicurativa. A questo punto inevitabile pensare che i governi italiani avrebbero un ricambio rapidissimo, e altrettanto celere sarebbe l’alternarsi degli amministratori delegati ai vertici dei vari “carrozzoni” statali.

Ma non divaghiamo.

Visto che il campionario è piuttosto vasto, e in grado di soddisfare molti clienti, il numero di questi è molto consistente, e varia dai 3.500 casi documentati da Amnesty International ai 10 mila secondo fonti non ufficiali. Il metodo preferito e quello della fucilazione, ma nell’ultimo decennio è stata affiancata l’iniezione letale, ritenuta più umana. Come tutte le novità ha avuto un buon successo, al punto che sono stati attrezzati diversi furgoni “Iveco” (naturalmente siamo in prima fila in questa Avon del trapasso assistito) che si spostano sul territorio della repubblica per eseguire le esecuzioni. Spesso l’annuncio della condanna viene fatta in luogo pubblico e i colpevoli devono stare a testa china e reggere appeso al collo un cartello che riporta il reato per cui sono stati condannati. A volte, sono pubbliche anche le esecuzioni, e le scolaresche, come gita premio hanno l’onore di assistervi, e di iniziare a capire in quale eden gli toccherà vivere. Merendina prima o dopo? …chissà …e chissà se una volta tornati in aula gli toccherà fare anche il disegno o il temino?
Pur trattandosi del massimo della pena, dall’Italia i cinesi hanno maturato la propensione alla giustizia creativa. Per esempio il codice vieta l’esecuzione capitale delle donne incinte, ma se la detenuta si rifiuta di “cooperare” con la giustizia, l’aborto viene imposto dal giudice in virtù del fatto che il codice non può diventare ancora di salvezza per evitare la giusta punizione.
Dal punto di vista commerciale le condanne a morte possono essere un ottimo business e, anche se il governo continua a negare, si istruiscono i boia in modo da danneggiare il meno possibile gli oggetti delle loro amorevoli attenzioni, in modo che gli organi possano essere espiantati e destinati ai maggiorenti locali o a ricchi uomini d’affari stranieri. E, visto che ci occupiamo dei risvolti commerciali, è invece incerto se il costo della pallottola sia ancora addebitato ai parenti.

Questo brevissimo excursus ha un senso, visto che ve lo state domandando.

La stampa internazionale, e ancor meglio quella nazionale, è stata bravissima a seguire le vicende dei disordini in Tibet e i tentativi di scippo della fiaccola olimpica, molto meno nel seguire i primi risvolti giudiziari della vicenda che si sono appena conclusi con tre ergastoli, e, tenendo conto che il numero degli arrestati è di circa duemila persone, altri ne seguiranno in un silenzio ancor più accondiscendente. E c’è da scommettere che a differenza di quelli nostrani, questi non saranno ergastoli virtuali.

Ma ora torniamo ad occuparci di Olindo e Rosa, in attesa che il Corona ne inventi un’altra delle sue.

(il postino delle sei) - boiardi di stato, avanzi e cani rabbiosi


“… è una Repubblica democratica fondata sul Lavoro” recita la Costituzione, cioè non solo afferma che il lavoro è un diritto del cittadino, ma deve essere la pietra d’angolo su cui costruire la Repubblica, e, di conseguenza, la vita di tutti noi. Ora, si è soliti dire che la Costituzione è la legge fondamentale cui tutte le altre devono uniformarsi: quindi i casi sono due, o nessuno s’è degnato di rendere edotti (come amano dire lorsignori) il legislatori che per sessant’anni si sono succeduti a complicare le cose a noi e a facilitarle a loro, o io ho letto la Costituzione del Burqiuna-Faso, che, come ben sa chi frequenta questo blog, significa “ terra delle persone oneste ”.

La questione del lavoro oggi sarà stata approfondita da molti, e io la faccio breve, focalizzando i risvolti personali di un problema quanto mai collettivo.
Vedo persone che hanno la mia età cercare disperatamente d’ormeggiare la propria carriera al molo della pensione, e le vedo alle prese con un mare in burrasca. Vedo persone che dovrebbero iniziare la loro attività lavorativa alle prese con risibili sigle, nate per mascherare la servitù della gleba che, dopo Gogol, non gode di buona stampa. Vedo tutto questo erodere la serenità delle famiglie, o impedire a chi voglia costruirsene una di farlo con un minimo di dignità. Vedo la frustrazione di chi ha ottenuto risultati notevolmente inferiori alle proprie aspettative e capacità, e di quelli cui non viene data la possibilità di misurarle.

Ho visto persone morire per il lavoro che non c’era o per quello che veniva a mancare. Ho visto, e vedo ogni giorno, persone morire di lavoro e lacrime di coccodrillo. Ho visto colleghi licenziarsi perché non più in grado di reggere la tensione che gli veniva dal timore di essere licenziati.
Quello che ho visto, e che vedo, non mi piace affatto.
Qualcuno dirà che è utopistico sancire il lavoro come diritto, e qualcuno sorriderà con sufficienza: “Il lavoro c’è o non c’è”. A questi io dico soltanto: “Sicuri che se questo paese non fosse stato saccheggiato per sessant’anni per mantenere le armate mercenarie dei boiardi di stato, potremo dividerci in pace il lavoro, invece di gettarci a contenderci gli avanzi di quel che resta come cani rabbiosi…”

Sicuri?

(il postino delle sei) - come possiamo rendere la guerra in Iraq maggiormente eco-compatibile?



apprendo dall'ottimo blog di un amica irlandese, che vi consiglio di visitare, che gli americani amano scherzare sulla guerra in Iraq e s’interrogano su come renderla più eco-compatibile.
Sicuramente l’argomento è complesso, e, se arrivare ai tank biodegradabili può richiedere il suo tempo, suggerirei di iniziare con la raccolta differenziata dei cadaveri: vanno divisi per religione e etnia, sunniti, sciti e curdi ben separati, i bambini nel “fresco”, e agnostici o atei nell’indifferenziata. Quanto alla tortura è da preferire il “waterboarding” a quella tramite elettricità.

Ovviamente questa è una provocazione e nasce dal fatto che ormai la guerra in Iraq è completamente sparita dai nostri telegiornali. Volevo capire se davvero non interessa più a nessuno, se è già tempo di riderci su come nei programmi anglosassoni, o d’ignorarla come nei nostri.

Avviso che l’assenza di commenti sarà interpretata come tacito assenso al comportamento dei nostri giornalisti

…volevo vedere Annibale che valicava le Alpi con gli elefanti


ricordo che quando andavo a scuola ero decisamente più portato per le materie umanistiche. Matematica e Fisica non riuscivo proprio a digerirle. In particolare la Fisica, mi sembrava non servisse a nulla. Ora che ho un fratello ricercatore, ho mutato le miei convinzioni e ho capito che la Fisica quasi sempre non serve a nulla, ma come “Monopoli” è un giochino divertente.
Una sola storia, ai tempi, aveva catalizzato la mia attenzione: trovavo affascinante l’idea, che da una stella a migliaia di anni luce dalla terra avrei potuto vedere, in quel preciso istante, Annibale che valicava le Alpi con gli elefanti. Nel corso della vita ho poi visto altri animali curiosi impossessarsi delle vallate alpine e della Padania, e il mio interesse è andato scemando.
Immaginate il mio stupore quando improvvisamente, l’altra sera, ho visto una delle principali piazze della capitale riempirsi di gente che festeggiava con il saluto romano l’elezione del Podestà.
Immediatamente sono corso su Google, e ho digitato: “stella ottanta anni luce dalla terra”. Con grande stupore, ho capito di essere finito su Beta Ursae Majoris, la quinta stella più brillante della costellazione dell'Orsa Maggiore, anche conosciuta come Merak, che in arabo significa “lombi”.
Naturalmente la mia apprensione è cresciuta a dismisura pensando che mi era toccata una stella col nome arabo, e visti gli accadimenti che osservavo, ho concluso che di peggio poteva toccarmi solo una stella col nome rumeno… d’altra parte, di stelle ariane o celtiche neppure l’ombra.

Ora sono molto incerto.

L’idea di una stella tutta mia è sicuramente appetibile, e il mio amore per “Il Piccolo Principe” me la fa apprezzare ancor più, senza dimenticare che continuando ad osservare gli eventi da qui potrei scrivere una “Storia del Fascismo” destinata a far impallidire quella di Renzo De Felice. La nostalgia di casa però comincia a farsi sentire. Quindi, ancora una volta, cari amici, devo chiedere il vostro aiuto. O mi riportate sulla terra, dopo averla bonificata dei bambinetti che giocano a fare i “Balilla”, o mi trasportate su un'altra stella ancora più distante, magari un migliaio di anni luce… in questi giorni il Medioevo mi pare, chissà perché, un tempo di grande civiltà.

cortesie per gli ospiti

anche se non sono stato ancora incaricato ufficialmente, mi sento in dovere d’accogliere l’ospite d’onore del Salone del Libro di Torino, lo Stato d’Israele… e lo faccio con questa foto:



se qualcuno desiderasse inviarla, come ho fatto io, alla Segreteria del Salone, questo è l’indirizzo mail:

info@fieralibro.it

(il postino delle sei) - giornalisti, Grillo è stato troppo generoso: venduti? …più che altro ignoranti


“La Stampa Web” : “Squalo killer a San Diego: l’animale sega in due un bagnante”

e qui ci si potrebbe chiedere se abbia prevalso l’innato buon gusto o l’equivoco tra pesce cane e pesce sega...

Ma, aperto l’articolo, apprendiamo che lo squalo ha segato in due un natante: bagnante che nuota uguale natante

Prima di venderli al miglior offerente, mandateli a scuola… magari ve li pagano qualcosina in più!

(il postino delle sei) - regalo un originale di Andy Warhol a chiunque sia in grado di apprezzarlo



ovviamente, "la penna che graffia" diffida anticipatamente chiunque, in deprecabile malafede, voglia trovare un collegamento tra il mio Warhol, che ritrae Denaro, e le pessime imitazioni aventi come soggetto il boss trapanese Matteo Messina Denaro, che nulla hanno a che vedere con l'arte in generale e la pop art in particolare.

il vero "Cacciatore di Aquiloni"



molti di noi hanno amato il libro di Khaled Hosseini “Il Cacciatore di Aquiloni”, e anche chi è allergico alla lettura probabilmente verrà catturato dal film appena uscito nelle nostre sale.
Il vero cacciatore di aquiloni non è un ragazzino, ma un ultraottantenne canadese, Ray Bethell, che gira il mondo per disegnare l’azzurro del cielo e regalare emozioni col volo multiplo dei suoi giocattoli: oltremodo silenziosi, visto che Ray ha perso completamente l’udito, e riesce a comunicare e inseguire il suo sogno grazie alla moglie che lo segue premurosa e organizza le sue esibizioni. Ray si allena otto ore al giorno, un paio di jeans stinti, e un cappellino per proteggersi dal sole, sempre a torso nudo. Sembra un ragazzino invecchiato, cotto dal sole, e con un volto burbero che sorride spesso, ai bambini e ai suoi aquiloni.
Abbiamo molto da imparare da Ray, dalla sua voglia di vivere e dalla sua capacità di tenere dentro di sé quello che è stato. E dovremmo augurare a noi stessi di avere la stessa capacità d'invecchiare.
Il sogno di unirci al cielo tramite un filo sottile è cosa antica. E antica è l’abilità di ricamare lo spazio e danzare col vento, fino a che la sua forza d’attrazione renda più lieve la terra a cui siamo legati. In definitiva, un modo per avere a disposizione un immensa lavagna su cui scrivere la parola “libertà”. Volete una prova: in Pakistan il volo degli aquiloni è vietato, considerato uno sport “dispendioso e non islamico”. Qualche tempo fa, mille persone sono state arrestate per aver venduto o fatto volare aquiloni e rischiano un processo per terrorismo, ma, nonostante questo, Lahore è totalmente in preda alla mania degli aquiloni e il divieto non sembra molto efficace.

la prospettiva


il giardino è molto piccolo.
Appena lo slargo di un viale alberato schiacciato da due strade.
Poco frequentato d’estate, soffre la concorrenza di spazi più verdi e più ampi: qualche mamma con bambino e qualche persona anziana in cerca di ombra ristoratrice. Deserto in inverno.
Dalla mia posizione, potevo vedere due panchine interamente e altre due appena metà, e su una delle due panchine di fronte sedeva l’uomo. Vestito in modo elegante, un borsa da lavoro in pelle, aveva esitato prima di sedersi, quasi avesse paura di rovinare il vestito blu di sartoria. Il vecchio arrivò più tardi. A lui i vestiti parevano aggrapparsi ostinatamente ad quel che restava del corpo. Era davvero molto anziano, e si sedette sull’altra panchina. Tra le mani portava un sacchetto di plastica: mi sono sempre chiesto perché i vecchi sembrino non poter fare a meno di una busta di nylon, quasi ci tengano a portarsi appresso quel che rimane, o quel che è stato, della loro vita.
L’uomo assaporava con voluttà un sigaro sottile: pensai fosse appena uscito da uno dei ristoranti della zona. Non sembrò minimamente interessato al vecchio, che invece divideva la sua attenzione tra me e l’uomo.
Passarono alcuni minuti prima che il vecchio si alzasse e muovesse qualche passo in direzione dell’uomo. Questo parve infastidito, incerto tra la cortesia e la volontà di finire di assaporare uno dei primi soli primaverili e il fumo che si alzava pigro nell’aria.
“ Mi scusi ” disse il vecchio.
“ Sì… “ rispose l’uomo.
“ Vorrei che non mi giudicasse male… “
“ Mi dica pure. “
“ Vorrei che non giudicasse male quello che sto per fare. “
Il vecchio parve perdere il filo, e l’uomo, che fin a quel momento era rimasto seduto, quasi a volerlo aiutare, si sentì in dovere di alzarsi.
“ Lei è troppo giovane “ riprese il vecchio. “ Francesco… beh, noi lo chiamavamo Cesco in famiglia. Francesco quella notte doveva tornare in paese a procurarsi del cibo… ah sì, e delle coperte… aveva ripreso a fare un gran freddo in montagna quella primavera. “
Il vecchio s’interruppe, quasi si aspettasse un aiuto dall’uomo, una qualche domanda. Ma tutto quello che ottenne fu un semplice “sì…”
“ Sapeva che erano giorni che non riuscivo a vedere Maria… allora mica potevamo immaginare che l’avrei vista tutti i giorni per quasi cinquant’anni. “ Il vecchio accennò un sorriso. “ Mi disse di andare, ricordo bene, mi disse: “Dai muoviti… va!”. E io sono corso via, senza nemmeno salutarlo, forse un cenno… chissà…”
L’uomo stava per dire qualcosa, ma il vecchio riprese a parlare.
“ Ci sono ancora i buchi in quel muro. E’ un po’ di tempo che non vado, ma fino a qualche anno fa c’erano ancora i buchi. “
Vidi che aveva tirato fuori dal sacchetto qualcosa, ma dalla mia prospettiva ero coperto dall’uomo. Sembrava un telo bianco.
“ Francesco era il minore, più giovane di me di un paio d’anni. Era lui che sognava, che mi aveva convinto a fare qualcosa. Sognava la libertà, mi diceva che avremo costruito un paese migliore… “
Vidi il vecchio che veniva nella mia direzione, vidi che mi fissava e che l’uomo lo fissava a sua volta. Poi non fui in grado di vedere più nulla.
Superato lo stupore, sentii i passi del vecchio che si allontanavano in direzione dell’uomo.
“ Mi scusi… non mi sono neppure presentato. “
“Ma…” disse l’uomo.
“ Giovanni Alletti…” disse il vecchio. “E’ il 25 Aprile, e, almeno oggi, non voglio che Francesco possa vedere tutto questo. “
Sentii allontanarsi il vecchio e avvicinarsi l’uomo.
Mi chiesi se l’uomo avesse notato che “Alberto Alletti” era il primo dei ventiquattro nomi che, come tatuaggi sbiaditi dal sole, da sempre fanno contrasto al pallore della mia pelle di marmo.

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