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le radici dell'odio



questa foto è stata inserita visto che un amico è stato accusato di speculare per aver inserito l'immagine di una bambina palestinese ferita!

e grazie al contributo dell'amico Joe, se vogliamo sapere qualcosa di più sulle radici dell'odio:

TACCIANO LE ARMI A GAZA E IN TUTTO IL MEDIO ORIENTE. BOLOGNA GIOVEDI 8 Gennaio ore 18 Piazza NETTUNO

Vittorio Arrigoni (Guerrilla Radio) è stato arrestato dagli israeliani mentre partecipava all'operazione Free Gaza (diffondiamo la notizia!)


Vittorio Arrigoni, nel suo blog Guerrilla Radio, che potete vedere anche nel mio blogroll, alla fine di qualche suo post scrive "restiamo umani". E' partito con la nave carica di speranza e di medicinali urgenti della missione Free Gaza e si è ritrovato spesso a filmare gli israeliani che sparano sui pescatori palestinesi per impedire loro persino di sfamarsi.

Con la nave internazionale hanno provato ad impedire che i palestinesi in mare fossero ammazzati. Sul suo blog ci sono tanti appunti di viaggio e tanti video che mostrano la disumanità degli israeliani mentre sparano su persone disarmate. Vittorio, Vik (Guerrilla) è stato arrestato dalla marina militare israeliana assieme a 10 pescatori palestinesi e ad altri due pacifisti.

Audrey chiede a tutti i blogger aiuto per diffondere questa notizia.




Chiamate il Ministro di Giustizia Israeliano al +972 26 46 66 66 e dichiarate la vostra condanna a questa azione illegale fatta dalla Marina Israeliana.
Chiamate le ambasciate a Gerusaelmme per far presente che molti dicono che è ora di dire basta alle persecuzioni illegali di Israele.

Stephen Brown, UK Consulate +972 25 41 41 00
U.S. Consulate General + 972-2-6227230
Luigi MATTIOLO, Italian Ambassador +972 3 5104004
CONTACT:
Caoimhe (Gaza) + 972 598 273 960
Donna (Gaza) + 972 598 836 420
Fida (Gaza - Arabic) – + 972 599 681 669
ISM Media Office - + 972 2-2971824

avviso di ricevimento

(bambini israeliani si divertono a scrivere sui missili che andranno ad ammazzare bambini palestinesi)

destinatario: vostro coetaneo di anni tredici
via: sconosciuta
località: campo profughi di Jabaliyah
firma ricevente: non disponibile
data: 20/05/2008
firma incaricato distribuzione: esercito israeliano


(il postino delle sei) - le immagini del più vile e efferato delitto compiuto in Italia nel dopoguerra




solo per dire che chi, in nome della libertà di pensiero, è contrario al boicottaggio del Salone del Libro, dovrebbe essere il primo a biasimare l'intervento delle forze dell'ordine per rimuovere uno striscione esposto in modo del tutto pacifico da chi lo sosteneva.
Sul boicottaggio non intendo tornare, avendone parlato a lungo, ed essendo una scelta difficile e personale.

cortesie per gli ospiti

anche se non sono stato ancora incaricato ufficialmente, mi sento in dovere d’accogliere l’ospite d’onore del Salone del Libro di Torino, lo Stato d’Israele… e lo faccio con questa foto:



se qualcuno desiderasse inviarla, come ho fatto io, alla Segreteria del Salone, questo è l’indirizzo mail:

info@fieralibro.it

boicottare se stessi


credo che nessuno che conosce quello che ho scritto possa tacciarmi di antisemitismo. Nel mio blog ci sono decine di articoli spesi in memoria delle vittime della Shoah, e in difesa di quella memoria da proditori attacchi di revisionisti e negazionisti. In virtù di questo, sento il dovere di tornare a parlare del Salone del Libro che si terrà nella mia città, e affrontare la questione del boicottaggio.

Lo faccio iniziando con un “se”.

Se, come purtroppo è probabile, tra circa un mese la pallina delle elezioni andrà a infilarsi nel vasetto di vetro dove nuota un bel pesciolino nero, come pesce rosso non potrò che continuare ad usare la mia unica arma, che come ben sapete è una penna, per lottare, con tutte le mie forze e la mie modeste capacità, contro il governo di questo paese e i suoi lugubri rappresentanti. Ora, se un paese organizzasse una Fiera del Libro e come ospiti d’onore invitasse gli scrittori italiani, resterei alquanto deluso dal fatto di essere messo sullo stesso piano di lacchè come Bruno Vespa o di un agiografo del bagonghi come Emilio Fede, e in quanto tale boicottato. Boicottare i miei scritti come segno di riprovazione per il governo Berlusconi, sarebbe, fatte salve le debite proporzioni, come boicottare Aleksandr Solzenicyn, per stigmatizzare le purghe dell’Unione Sovietica ai tempi di Stalin… in poche parole, il danno e la beffa.

Ma… e qui si deve continuare con un “ma”.

Ma, si diceva, se la Fiera in questione facesse riferimento come ospite, non agli scrittori che hanno il mio stesso passaporto, ma allo Stato che lo ha rilasciato, consentendo magari a un Ciarrapico, improvvido ministro della cultura, di sfilare, pavoneggiarsi e fare la ruota dei fasci nascosti a fatica sotto le penne di rappresentanza, sarei il primo, come scrittore a sentire il dovere di chiamarmi fuori, e trovarmi nella curiosa condizione di un autore che boicotta e censura se medesimo.

Quindi…

Quindi, se il Salone di Torino continuerà a far riferimento allo Stato d’Israele, ben venga il boicottaggio di un paese che da anni si è reso colpevole di macroscopiche violazioni dei diritti umani, e che pare molto più orientato a far uscire dai propri confini bombe poco intelligenti e morte, piuttosto che pace, tolleranza, libri e cultura.

(il postino delle sei) - a volte un restyling s'impone: la svastica adesso ha sei punte!


ho sempre combattuto chi sosteneva che le vittime di ieri sono diventati i carnefici di oggi, e non intendo mutare una virgola: le vittime stanno sottoterra, i carnefici hanno bisogno di calpestare il suolo coi loro stivali.

Ma quando sento il vice-ministro israeliano della difesa Matan Vilnay affermare che, se non cesserà il lancio dei razzi kassam, sarà Shoah, devo giungere alle conclusioni del titolo. Shoah è una parola che nessuno può permettersi di stuprare, facendola diventare minaccia. Vilnay vergognati: vergognati di aver infangato la memoria, e vergognati delle pietose scuse che hai fornito in merito, degne di chi, oltre a non averla, la dignità non sa neppure cosa sia… del resto la propensione allo stupro, se la memoria non m’inganna, non è cosa nuova per massimi dirigenti dello stato d’israele.

Le vittime di ieri non sono i carnefici di oggi, ma il simbolo che identificava le vittime di ieri può identificare i carnefici di oggi. Per questo motivo mi tocca ammettere un errore: se al Salone del Libro di Torino non sarà specificato che ospiti d’onore saranno gli scrittori israeliani, e non lo stato di Israele, nonostante gli articoli scritti, passerò dalla parte di chi propone il boicottaggio.

Ho appreso che avete l’abitudine di appoggiare una pietra sulla lapide di coloro che sono stati giusti. Io appoggerò questa pietra sui tumuli degli otto bambini palestinesi che sono morti ieri, restituendo loro quella pietra che hanno scagliato nella vostra direzione per rivendicare il diritto alla libertà e ad una vita dignitosa.

(il postino delle sei) - quanta reale ignoranza nella pseudocultura



spesso i libri raccontano illusioni e spesso si nutrono di illusioni.
Fatti di carta, basta un refolo di vento, per far alzare pagine che si dondolano nell’illusione di poter stare ben al di sopra delle ristrettezze e meschinità della mente umana. Ma spesso, arrivate troppo vicine al sole, finiscono per prendere fuoco e ripiombare nella dura realtà del quotidiano.
L’ostracismo nei confronti degli autori israeliani, ospiti d’onore, ma ad alcuni non graditi, della Fiera del libro di Torino, è cosa più seria di quel che può sembrare, in quanto dimostra come l’ignoranza possa trovare terreno fertile proprio nel luogo che fertile dovrebbe essere d’idee e non certo di preconcetti. Il discorso potrebbe essere lungo e, proprio per questo, vedremo di farlo molto breve: ignoranza, si diceva, riferendosi a quelli che condannano al rogo autori e libri senza conoscere gli uni e senza aver letto gli altri… neppure nel famoso 451 di Bradbury potrete ritrovare tanto accanimento e tanta spocchia.
Gli scrittori israeliani sono autori di opere che stigmatizzano l’operato del proprio governo e che promuovono un dialogo di pace per quella terra martoriata. Spesso tra i primi a denunciare le atrocità di cui si sono macchiati i propri leader a danno del popolo palestinese. Quindi chi propone l’ostracismo nei loro confronti non si comporta diversamente da chi, sessant’anni fa, per combattere lo stalinismo e denunciarne i crimini, avesse pensato bene di censurare le opere di Aleksandr Solzenicyn, in quanto autore russo.
Quanta reale ignoranza nella pseudocultura.
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