
oggi è la giornata che l’Unicef dedica all’infanzia e ai bambini. Oggi vi avranno dato molti numeri e con essi la quantità dell’orrore, io vorrei provare a darvi qualche immagine e con essa la qualità dell’orrore.
Il bambino soldato vede apparire in sogno il viso del compagno di giochi, ammazzato a bastonate per avere salva la vita. Gli sente chiedere “ perché’ ? ”… pensavate davvero che la guerra potesse asciugare il cuore di un bambino fino a farlo dormire senza incubi?
La donna di colore culla ancora il suo neonato. Non sa se sia morto di dissenteria, di malaria o di aids, o forse lo sa, ma per lei non ha molta importanza. Piange senza convulsioni… pensavate davvero che una madre, perché nata in uno degli angoli del mondo, provi per la perdita del proprio figlio un dolore diverso da quello che provereste voi?
Il bambino si appoggia incerto sul suo nuovo arto di plastica, poi improvvisamente abbraccia il medico che lo sta aiutando a muovere i primi passi. Lo abbraccia e lo ringrazia con lo sguardo… pensate davvero che essere diverso in mezzo ai diversi sia in qualche modo più facile?
I bambini corrono e saltano intorno al camion che fila veloce sollevando la polvere. Il più bravo riuscirà a scalare la sponda e arrivare per primo ai rifiuti. Avrà i pezzi migliori, prima che vengano scaricati nella montagna fumante… pensate davvero, che nato e cresciuto ai margini della città immondezzaio, non senta più l’odore dolciastro della propria povertà?
La bambina ammicca all’uomo che si è fermato sul marciapiede. Va via con lui e ride… pensate davvero che, oltre che ridere e ammiccare, potrà un giorno anche sorridere?
Gli orchi non sono uomini, ma a volte gli assomigliano. A volte assomigliano anche a un parente o a un vicino di casa. Altre volte non possono neppure assomigliare a delle persone… sono persone giuridiche. Anche i loro comportamenti sono diversi, ma si assomigliano. Sempre gentili, sempre con qualcosa tra le mani: un giocattolo o un pupazzetto di peluche, una dose di latte in polvere o una dose e basta.