Visualizzazione post con etichetta zelig. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta zelig. Mostra tutti i post

mi si è svampata l’atomica, Signò…



Togliete il baffetto a Musharraf, e anche fisicamente, assomiglia al servo sciocco di Bisio. E come il servo sciocco di Bisio ne inventa di tutti i colori: per esempio, è stato l’unico capo di stato a fare un golpe contro se stesso, invece di subirlo o sventarlo.
Ovvio che il padrone americano non può approvare pubblicamente che Ariel prenda a bastonate gli avvocati, invece di farli accomodare nel salotto buono, né che usi lacrimogeni al posto del “Vetril” per far pulizia nelle piazze. Ma è altrettanto ovvio che Ariel non possa attendere la pronuncia della Corte Suprema che sta per licenziarlo in tronco, invalidando la sua rielezione.
Tutto bene, ma non fatevi ingannare dall’abilità dei comici: per quanto paia improvvisare, Ariel ha concordato il copione con Bisio e con gli alleati. Gli americani non hanno alternative: in Afghanistan l’avanzata dei talebani pare inarrestabile, le basi di partenza sono nelle aree tribali pachistane e il domestico non è in grado di scoparle sotto il tappeto del salotto. Via libera, dunque, a un salutare allenamento con l’opposizione interna, nella speranza che, prima o poi, Musharraf impari ad assestare qualche colpo in testa anche ai guerriglieri con la barba.
Quanto ai nostri media, paiono poco interessati. Gli avvocati pachistani non vestono la grisaglia, ma le loro giacchette non possono neanche lontanamente competere con l’affascinante arancione dei monaci birmani. Tutti quindi a guardare “Zelig”, facendo finta di non sapere che finito lo spettacolo, Bisio e Ariel andranno a mangiare insieme in trattoria… talebani permettendo!
Creative Commons License Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

disclaimer

questo sito viene aggiornato alla sanfasò, quindi senza alcuna periodicità, e non rappresenta una testata giornalistica, nè ci terrebbe a rappresentarla. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001.
Dei commenti postati risponderanno i loro autori, davanti a Dio sicuramente, davanti agli uomini se non hanno un buon avvocato. In ogni caso, non il sottoscritto.
Le immagini presenti sulla Penna che graffia sono state in larga parte prese da Internet e valutate di pubblico dominio. Se gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarmelo e provvederò prontamente alla loro rimozione... quella degli autori, ovviamente!