
sono sostanzialmente due i possibili risultati delle prossime elezioni politiche: una netta vittoria della destra o una di stretta misura di uno dei due schieramenti. Escluderei un’ampia vittoria della sinistra, visto che l’ipotesi mi pare ottimistica anche per chi sia avvezzo a grattugiare “ Prozac “ sulla pastasciutta.
E se una delle due parti dovesse prevalere di un’incollatura, per governare si renderebbe necessario rivolgersi, obtorto collo, alle forze cattoliche che si sono posizionate al centro della scena politica.
Cioè, a quelle forze che hanno rappresentato il distillato del malgoverno e della partitocrazia per decenni, e che oggi si dilettano a cavalcare il dirompente revanscismo delle armate veteroclericali.
Ben comprendo la difficoltà d’immaginare Giuliano Ferrara come un ago, sia pur di una bilancia, ma è l’ipotesi più probabile.
Non mi credete?
Non è difficile scorgere i segni che stanno anticipando questo mutamento: come interpretare diversamente l’impennata delle quotazioni della legna da ardere? …e l’annunciato remake del famoso film “ L’ultimo inquisitore “, titolo provvisorio “ Il primo di una lunga serie “?
Soluzioni?
Come detto, l’unica è confidare che al diktat bulgaro segua un plebiscito fornito del medesimo passaporto, e iniziare a liberare i frigoriferi dalle uova… il possesso di embrioni passerà presto da presunzione, a certezza di colpevolezza, cosa in grado di salvarvi dalla tortura, ma non dal fumus divinis iuris e dalle sue salvifiche fiamme.
