
Marcello Dell’Utri, dopo aver difeso la memoria del boss Mangano, tiene a farci sapere che la sua più grande aspirazione è quella di riscrivere la storia della Resistenza, e revisionare i testi scolastici (e non) che se ne occupano. Siccome la penna immagina, visto il tempo che il nostro prode impegna a sparare cazzate e a riabilitare la figura di Luciano Moggi, che quello da dedicare all’intrapresa si riduca al lumicino, e desiderosa d’aiutarlo, gli offre l’”incipit”, da sempre la parte più ostica di un libro:
“Diversi anni fa, il nostro amato suolo patrio era calpestato e insanguinato da un orda di comunisti che celavano la loro malvagie fattezze sotto le eroiche insegne della svastica. Quand’ ecco che un manipolo di eroi, che si rifacevano ai grandi ideali politici e sociali della Mafia, decise che la misura era colma, e a costo delle loro giovani vite…”
A questo punto urgono un paio di cosette: siccome il nostro grande uomo dichiara di praticare l’astinenza sessuale per rendere più lucido il suo pensiero politico, è necessario che qualcuno in cambio dell’immunità si faccia consegnare da Sabino Mele l’agendina coi numeri di telefono delle migliori professioniste del settore, e che Boselli convinca la D’Abbraccio ad interrompere la campagna elettorale. La seconda è che tutti riflettano che se queste sono le aspirazioni del futuro ministro della cultura, il mondo dei pompieri incendiari di Bradbury e dei roghi dei libri, tra pochi mesi ci apparirà come un paradiso, mai raggiunto, ma ugualmente perduto.
Quanto al suo burattinaio, invece che i test di sanità mentale ai pubblici ministeri, inizi a farne qualcuno ai suoi sgherri e scherani, che se continuano così rischiano di fargli perdere anche queste elezioni. Quando vi recherete alle urne, vi chiedo solo per un attimo di pensare a tutto questo. Vi chiedo di pensare se siete disposti a sputare sulle lapidi di chi ha dato la vita per questo paese, certo non immaginando la cloaca che sarebbe potuta diventare.
mi scuso per il linguaggio, ma anche la mia misura è abbondantemente colma
“Diversi anni fa, il nostro amato suolo patrio era calpestato e insanguinato da un orda di comunisti che celavano la loro malvagie fattezze sotto le eroiche insegne della svastica. Quand’ ecco che un manipolo di eroi, che si rifacevano ai grandi ideali politici e sociali della Mafia, decise che la misura era colma, e a costo delle loro giovani vite…”
A questo punto urgono un paio di cosette: siccome il nostro grande uomo dichiara di praticare l’astinenza sessuale per rendere più lucido il suo pensiero politico, è necessario che qualcuno in cambio dell’immunità si faccia consegnare da Sabino Mele l’agendina coi numeri di telefono delle migliori professioniste del settore, e che Boselli convinca la D’Abbraccio ad interrompere la campagna elettorale. La seconda è che tutti riflettano che se queste sono le aspirazioni del futuro ministro della cultura, il mondo dei pompieri incendiari di Bradbury e dei roghi dei libri, tra pochi mesi ci apparirà come un paradiso, mai raggiunto, ma ugualmente perduto.
Quanto al suo burattinaio, invece che i test di sanità mentale ai pubblici ministeri, inizi a farne qualcuno ai suoi sgherri e scherani, che se continuano così rischiano di fargli perdere anche queste elezioni. Quando vi recherete alle urne, vi chiedo solo per un attimo di pensare a tutto questo. Vi chiedo di pensare se siete disposti a sputare sulle lapidi di chi ha dato la vita per questo paese, certo non immaginando la cloaca che sarebbe potuta diventare.
mi scuso per il linguaggio, ma anche la mia misura è abbondantemente colma
