molti di noi hanno amato il libro di Khaled Hosseini “Il Cacciatore di Aquiloni”, e anche chi è allergico alla lettura probabilmente verrà catturato dal film appena uscito nelle nostre sale.
Il vero cacciatore di aquiloni non è un ragazzino, ma un ultraottantenne canadese, Ray Bethell, che gira il mondo per disegnare l’azzurro del cielo e regalare emozioni col volo multiplo dei suoi giocattoli: oltremodo silenziosi, visto che Ray ha perso completamente l’udito, e riesce a comunicare e inseguire il suo sogno grazie alla moglie che lo segue premurosa e organizza le sue esibizioni. Ray si allena otto ore al giorno, un paio di jeans stinti, e un cappellino per proteggersi dal sole, sempre a torso nudo. Sembra un ragazzino invecchiato, cotto dal sole, e con un volto burbero che sorride spesso, ai bambini e ai suoi aquiloni.
Abbiamo molto da imparare da Ray, dalla sua voglia di vivere e dalla sua capacità di tenere dentro di sé quello che è stato. E dovremmo augurare a noi stessi di avere la stessa capacità d'invecchiare.
Il sogno di unirci al cielo tramite un filo sottile è cosa antica. E antica è l’abilità di ricamare lo spazio e danzare col vento, fino a che la sua forza d’attrazione renda più lieve la terra a cui siamo legati. In definitiva, un modo per avere a disposizione un immensa lavagna su cui scrivere la parola “libertà”. Volete una prova: in Pakistan il volo degli aquiloni è vietato, considerato uno sport “dispendioso e non islamico”. Qualche tempo fa, mille persone sono state arrestate per aver venduto o fatto volare aquiloni e rischiano un processo per terrorismo, ma, nonostante questo, Lahore è totalmente in preda alla mania degli aquiloni e il divieto non sembra molto efficace.
Il vero cacciatore di aquiloni non è un ragazzino, ma un ultraottantenne canadese, Ray Bethell, che gira il mondo per disegnare l’azzurro del cielo e regalare emozioni col volo multiplo dei suoi giocattoli: oltremodo silenziosi, visto che Ray ha perso completamente l’udito, e riesce a comunicare e inseguire il suo sogno grazie alla moglie che lo segue premurosa e organizza le sue esibizioni. Ray si allena otto ore al giorno, un paio di jeans stinti, e un cappellino per proteggersi dal sole, sempre a torso nudo. Sembra un ragazzino invecchiato, cotto dal sole, e con un volto burbero che sorride spesso, ai bambini e ai suoi aquiloni.
Abbiamo molto da imparare da Ray, dalla sua voglia di vivere e dalla sua capacità di tenere dentro di sé quello che è stato. E dovremmo augurare a noi stessi di avere la stessa capacità d'invecchiare.
Il sogno di unirci al cielo tramite un filo sottile è cosa antica. E antica è l’abilità di ricamare lo spazio e danzare col vento, fino a che la sua forza d’attrazione renda più lieve la terra a cui siamo legati. In definitiva, un modo per avere a disposizione un immensa lavagna su cui scrivere la parola “libertà”. Volete una prova: in Pakistan il volo degli aquiloni è vietato, considerato uno sport “dispendioso e non islamico”. Qualche tempo fa, mille persone sono state arrestate per aver venduto o fatto volare aquiloni e rischiano un processo per terrorismo, ma, nonostante questo, Lahore è totalmente in preda alla mania degli aquiloni e il divieto non sembra molto efficace.
