
sappiamo che gli americani all’estero, anche se il voto rimane segreto, danno la loro preferenza a uno dei due candidati con largo anticipo rispetto ai connazionali in patria. Non ci è dato quindi sapere come abbiano votato gli appartenenti ad Al Qaeda imprigionati a Guantanamo, cui auspico sia stata offerta l’opportunità di farlo, visto che, come detenuti a tempo indeterminato, sono ormai diventati cittadini americani a tutti gli effetti, pur non avendo ancora ricevuto la consacrazione definitiva di un mutuo subprime per potersi dedicare a un’accurata ristrutturazione delle loro gabbiette da polli. In nostro soccorso arriva però il Washington Post...
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