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Napoletone ha davvero trionfato a Waterloo





molti di voi credono che Waterloo sia una ridente (aggettivo insulso, ma di prammatica) pianura belga. Spiacente deludervi, ma Waterloo è una amena (aggettivo altrettanto insulso) penisola in cui i Napoletoni trionfano da almeno sessant’anni.

Chi non avesse ancora capito di cosa stiamo parlando, può prender visione di una delle copie che l’arroganza di “Telecom” non è ancora riuscita a far sparire dal web e che illustrano le performance storico-stilistiche di uno dei sui massimi dirigenti.

Il punto non è l’errore – con un po’ di buona volontà, chissà quanti nel potete trovare anche in questo blog – ma il tenore generale della prestazione del nostro buon Napoletone. Il problema è lo stile da Wanna Marchi con cui arringa le truppe prima di schierarle in battaglia, la volgarità ieratiche con cui condisce insipienti ovvietà che avrebbero determinato il suo licenziamento anche da parte del mobilificio “Aiazzone”. Il problema è il fatto che questo Mago D’Auria della telefonia, tanto per citare un amico, guadagna circa un milione di euro l’anno (precisamente 834.000 più stock options, come si può evincere dall’ultimo bilancio Telecom).

Ora, qualcuno dirà: se glieli danno, fatti suoi. E qui cade in errore: fatti nostri!
Se andate a curiosare il prestigioso curriculum professionale del nostro condottiero, potete notare come la sua brillante carriera e le sue performance storiche si siano sempre sviluppate all’interno di quelle simpatiche società che abbiamo imparato a conoscere col termine di carrozzone. Cioè quei pezzi di stato, di monopoli di stato o ex monopoli di stato, di cui il nostro paese abbonda, e che si sono rivelati prezioso ricetto per tutti quei boiardi, inutili e tronfi, che hanno finito per infestare il nostro paese come neppure pulci e zecche un cane randagio.

I Napoletoni, fateci caso, li troviamo sempre in società che realizzano il loro business a suon di numeri a pagamento, di sottotitoli illeggibili, e, perché no, di falsi addebiti in fattura. Cioè chi, invece di stare sul mercato, il mercato lo prende per i fondelli da almeno cinquant’anni.Tutto questo, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, ci da la misura del nostro brillante capitalismo, o almeno di buona parte di esso: alla “Marcegaglia” i Napoletoni, scusate la volgarità, magari ci sono… ma a pulire i cessi.
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