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(il postino delle sei) - Schifani di nuovo all'opera: le buone notizie diventeranno un obbligo per legge


appreso che in Romania nei telegiornali e radiogiornali le buone notizie diventeranno obbligo di legge e dovranno equivalere quelle cattive, il nostro Premier, ricordato che anche lui è stato sia giornalista che giornalaio, ha immediatamente espresso solidarietà ai colleghi rumeni che protestavano contro quest’assurda limitazione della libertà di stampa: “ Pensavo di far scrivere a Schifani qualcosa di simile, ma la percentuale di notizie cattive andrà radicalmente ridotta… “

(il postino delle sei) - nel caso qualcuno non potesse presenziare alle esequie ...




dopo l’annuncio di Silviolo dei provvedimenti in materia di intercettazioni telefoniche, e sapendo di rivolgermi a persone intelligenti, non ho intenzione di spendere molte parole.

Ma siccome, a mio modesto avviso, l’ultimo chiodo del coperchio della bara è stato piantato, metto a disposizione questo spazio per chi volesse lasciare due parole in ricordo della Cara Estinta…

…sì, certo, la Democrazia!
Atene 495 A.C. - Arcore 2008 D.C.


riporto il commento dell'amico Riciard, che mi sembra perfetto:
" Povera piccola democrazia, ti portano a zonzo per il mondo con vestiti non tuoi, con inganni e promesse strampalate, e qui in molti aspettano il tuo ritorno "

sandali


la prima volta fu due mesi orsono.
Lo vidi venire verso di me.
Un’andatura dinoccolata portava a spasso un elegante completo grigio che terminava, in basso, con un paio di lucidissime Church e, in alto, con un’espressione di malcelata sufficienza nei miei confronti. Mi diede subito l’impressione di aver a che fare con un monsignore, e le sue prime parole la rafforzarono.
“ Mi scusi se l’importuno, caro figliuolo, ma dovrà convenire che sta commettendo un grosso errore…”
“Può essere, ne commetto tanti…”
Ammettere un certo numero di peccati, mi parve la cosa più saggia da fare.
“ Lei si ostina a coltivare questa contrapposizione frontale che, come ben sa, è pianta sterile. Osteggiare così apertamente il nostro avversario, può inquinare irreparabilmente i nostri bacini elettorali e portare ad un’inopinata tracimazione di voti, di cui dovranno farsi carico quelli che come lei non sono stati in grado di lasciare il pelago del livore, per affrontare con coraggio l’oceano della proposta costruttiva. “
“Scusi, ma quale avversario?”
“Non ha ancora capito che il mio eloquio si riferisce a…”
Si bloccò come colpito da subitanea paresi. Io attesi sereno, poi mi sovvenne che non poteva pronunciarne il nome, e mi dimostrai “soccorrevole”.
“ Berlusconi? “
“ Appunto! ”
“ Comprendo, ma vorrei ricordarle che stiamo parlando di un individuo che… “
“ Non c’è peggior cieco di chi non vuol sentire! “ m’interrupe lievemente alterato.
“ Sordo… “
“ Appunto! “

L’ho rivisto un paio di giorni fa.
Sempre impeccabile, ma con un paio di brutti saldali ai piedi. Ho tentato di scantonare, ma nonostante l’andatura “sciabattante”, non ci ha messo molto a raggiungermi.
“ Mi consenta “ ha esordito “ ma lei si ostina nell’errore. “
“ La carne è debole… “, ho trovato il coraggio di replicare.
“ Non contento di avermi fatto perdere le elezioni… “
Questa volta l’ho interrotto io.
“ Consenta anche a me, ma più che una sconfitta mi è parsa una… ”
“ Appunto: un trascurabile incidente di percorso nel tortuoso cammino volto a dare al paese il progressismo che da anni reclama a gran voce “. “ In ogni caso “ ha ripreso “ ostinarsi in questa contrapposizione frontale, in questo antiberlusconismo di facciata, è cosa vetero… “
Era arrivato il mio turno d’interrompere.
“ L’ha nominato! “ ho esclamato stupito. “ L’ha nominato! “
“ Proprio come mi prefiguravo: il malcelato fastidio nel sentire quel nome, è la prova provata di come le menti più semplici non siano state in grado di lasciare il pelago…
“ Scusi, ma perché va in giro coi sandali? “
“ Le stavo appunto spiegando che la necessità di superare questa contrapposizione tra maggioranza e opposizione, va curata nei minimi dettagli, e richiede che le differenze, non solo politiche, ma di qualsivoglia natura, invece che acuite, siano il più possibile limate…”
Non posso riferivi come Uolter ha continuato il sermone: mi sono distratto.
Del resto immaginare dove fosse possibile rimediare un paio di trampoli, era problema che ha assorbito tutta la mia attenzione.

per molti la propria libertà “inizia” dove comincia quella altrui


il nostro caro Silvio, vinte le elezioni, ha brillantemente esordito in politica estera col paragonare il governo spagnolo al ritrovo serale delle comari di un paesino, preventivando eccessi d’iniziativa femminile. In compenso, oggi ha mandato in avanscoperta il suo scherano Frattini (l’uomo che voleva far sparire la parola bomba da Internet) a piatire scuse per le affermazioni del ministro Bibiana Aido che gli suggerisce di recarsi di corsa da uno psichiatra, da uno buono e per un congruo numero di sedute.

a proposito, amo questa donna… esclusivamente per innegabili doti estetiche, ovviamente

(il postino delle sei) - regalo un originale di Andy Warhol a chiunque sia in grado di apprezzarlo



ovviamente, "la penna che graffia" diffida anticipatamente chiunque, in deprecabile malafede, voglia trovare un collegamento tra il mio Warhol, che ritrae Denaro, e le pessime imitazioni aventi come soggetto il boss trapanese Matteo Messina Denaro, che nulla hanno a che vedere con l'arte in generale e la pop art in particolare.

(il postino delle sei) - una buona notizia: siamo tutti amici di Silvio!


ricordate quando in campagna elettorale Silvio indossò la migliore delle sue camicie nere, spalancò ieratico le braccia e disse: “ E’ pronta una cordata di miei amici imprenditori che smania per salvare Alitalia. ” Oggi il premier Prodi dichiara: “ E’ un atto di grande responsabilità. Berlusconi mi ha chiesto un prestito più sostanzioso di quello previsto per salvare Alitalia: 300 milioni. ”

Bene!

Allora, dopo avere tirato fuori in questi anni quasi cinquecento euro pro capite, neonati compresi, dovremo di nuovo metter mano al portafoglio… unica consolazione, raccontare in giro di essere amiconi di Silvio, e aspirare alla copertina di “Capital” come noti imprenditori italiani.
Imprenditori… avendo a che fare con due pagliacci di questo calibro, impresari mi pare decisamente più consono.


Un vecchio amico, molti anni fa, scrisse queste parole che sono perfette per il nostro nuovo amico:

“Imputato ascolta, una volta un giudice come me giudicò chi gli aveva dettato la legge: prima cambiarono il giudice, e subito dopo, la legge. Oggi, un giudice come me, lo chiede al potere se può giudicare: tu sei il potere, vuoi essere giudicato? Vuoi essere assolto o condannato?”


consiglio di dare un'occhiata anche a quest'articolo di un amico

(il postino delle sei) - detergente per la "competenza professionale" a ph neutro


ancora alcune incertezze meteorologiche e inerenti gli incarichi ministeriali, non intaccano l’entusiasmo che giustamente pervade il paese in questi giorni.
Uno dei dubbi è rappresentato dal fatto che non siamo ancora in grado di sapere se a Mara Carfagna spetterà il Ministero della Famiglia o quello per le Pari Opportunità. La preferenza della penna va alla seconda possibilità: memore che l’occupazione femminile tricolore è penultima in Europa e fatica a precedere Malta, e le donne sono pagate mediamente il trenta per cento meno degli uomini che svolgono le stesse mansioni, è certa che la Carfagna potrà offrire la sua preziosa esperienza e spigare come dispensando generosamente a destra, piuttosto che a manca, la propria “competenza professionale”, nessun posto di lavoro, nemmeno la più prestigiosa delle cariche pubbliche, sarà loro preclusa.
Ma se la scelta dovesse cadere sulla Famiglia, è altrettanto certa che il futuro Ministro potrà illustrare alle nostre figlie come, avendo l’umiltà di studiare da Miss Italia, la costanza di specializzarsi in calendari, e l’intelligenza di non lasciarsi sfuggire alcuna comparsata televisiva, si spalancheranno le porte di un radioso futuro professionale.

“La Domenica del Villaggio” è cominciata: avete eletto sindaco il nano… adesso gustatevi le ballerine!

che i nani ritornino nelle favole


ho rivolto le orecchie a sinistra e a destra, e ho ascoltato solo fastidiosi rumori di fondo.
La destra ha fatto una campagna elettorale incentrata sulla promessa di togliere l’ICI, e qualche altra prebenda di minore entità. Praticamente un gigantesco mercante in fiera. Ogni cosa ha il suo prezzo, compresa la mia libertà ma, purtroppo per voi, questa vale infinitamente più di 520 euro. Per il resto qualche bel rigurgito fascista, razzista e mafioso. Ma anche qui è necessario non si facciano troppe illusioni: sono pagine di storia scritte col sangue e non sarà la gommina pane della loro meschinità a cancellarle.
A sinistra ho sentito tante belle elucubrazioni su come finalmente liberi di governare senza i ricatti della sinistra, saremo in grado di camminare verso un futuro radioso… manca completamente la direzione, ma comprendo che non bisogna cercare il pelo nell’uovo. Resta il problema che esclusa la sinistra come meta, ci resta la destra, o il tirare dritti verso un centro in cui si sono ammassati il peggio della politica con i nostalgici dell’inquisizione.

Non ho sondaggisti personali e quindi non posso dirvi chi vincerà, ma fin da ora posso dirvi con certezza chi perderà: il nostro paese.

E allora…

Allora andate a votare, e non fatevi ingannare come l’ecumenico condottiero da qualche guru del marketing: meglio una campagna propositiva, che una in negativo, certo, ma in mancanza d’idee, l’unico motivo per scegliere una direzione è la speranza che i nani tornino nelle favole e ci restino per un po’.

un cantautore ci offre le parole per chiudere questa campagna elettorale:

E il primo disse: "Ah sì?
non vuoi comprare il nostro giornale?!"
E gli altri: "Lo teniamo fermo tanto per parlare"
ed io pensavo: "Ora gli dico: Sono anch'io fascista" -
ma ad ogni pugno che arrivava dritto sulla testa
la mia paura non bastava a farmi dire basta.

Bello l'eroe con gli occhi azzurri dritto sopra la nave
ha più ferite che battaglie, e lui ce l'ha la chiave.
Ha crocefissi e falci in pugno e bla bla bla fratelli
ed io ti ho sollevata figlia per vederlo meglio
io che non parto e sto a guardarti
e che rimango sveglio.

un manipolo di eroi, che si rifacevano ai grandi ideali politici e sociali della Mafia...


Marcello Dell’Utri, dopo aver difeso la memoria del boss Mangano, tiene a farci sapere che la sua più grande aspirazione è quella di riscrivere la storia della Resistenza, e revisionare i testi scolastici (e non) che se ne occupano. Siccome la penna immagina, visto il tempo che il nostro prode impegna a sparare cazzate e a riabilitare la figura di Luciano Moggi, che quello da dedicare all’intrapresa si riduca al lumicino, e desiderosa d’aiutarlo, gli offre l’”incipit”, da sempre la parte più ostica di un libro:

“Diversi anni fa, il nostro amato suolo patrio era calpestato e insanguinato da un orda di comunisti che celavano la loro malvagie fattezze sotto le eroiche insegne della svastica. Quand’ ecco che un manipolo di eroi, che si rifacevano ai grandi ideali politici e sociali della Mafia, decise che la misura era colma, e a costo delle loro giovani vite…”

A questo punto urgono un paio di cosette: siccome il nostro grande uomo dichiara di praticare l’astinenza sessuale per rendere più lucido il suo pensiero politico, è necessario che qualcuno in cambio dell’immunità si faccia consegnare da Sabino Mele l’agendina coi numeri di telefono delle migliori professioniste del settore, e che Boselli convinca la D’Abbraccio ad interrompere la campagna elettorale. La seconda è che tutti riflettano che se queste sono le aspirazioni del futuro ministro della cultura, il mondo dei pompieri incendiari di Bradbury e dei roghi dei libri, tra pochi mesi ci apparirà come un paradiso, mai raggiunto, ma ugualmente perduto.
Quanto al suo burattinaio, invece che i test di sanità mentale ai pubblici ministeri, inizi a farne qualcuno ai suoi sgherri e scherani, che se continuano così rischiano di fargli perdere anche queste elezioni. Quando vi recherete alle urne, vi chiedo solo per un attimo di pensare a tutto questo. Vi chiedo di pensare se siete disposti a sputare sulle lapidi di chi ha dato la vita per questo paese, certo non immaginando la cloaca che sarebbe potuta diventare.

mi scuso per il linguaggio, ma anche la mia misura è abbondantemente colma

il 13 aprile le sinistre trionferanno!


volete sapere di chi è il merito:

“Quando il macchinista se l'e' visto davanti ha tirato al massimo i freni del Tgv, ma non c'e' stato nulla da fare. Il treno superveloce da Parigi a Strasburgo ha travolto e distrutto un nano da giardino legato sui binari come neppure un cattivissimo da far-west sarebbe stato capace di fare. Il convoglio e' rimasto fermo per 50 minuti mentre venivano verificati eventuali danni e la polizia di Saverne, in Alsazia, ne ha impegnati pochi di più per mettere le mani sui responsabili: due ragazzi di 15 e 16 anni che hanno confessato e saranno processati da un tribunale minorile.”

neanche durante un presidenziale amplesso Bruni-Sarkozy, l’Italia si è mai sentita così vicina alla Francia. Altro che cugini: fratelli francesi!
E subito una colletta per le spese giudiziarie dei due giovani eroi!

p.s. inizio a ricredermi sulla mia ostilità alla TAV

Allons enfants de la Patrie
Le jour de gloire est arrivé
Contre nous de la tyrannie...

(il postino delle sei) - Caro Silvio ti scrivo...


Caro Silvio ti scrivo,
così mi distraggo un po’.
E siccome sei fin troppo vicino,
più forte ti scriverò.

In realtà, caro Silvio, questa è la mia risposta alla pregiata Tua di questa mattina.

Anzitutto, ci tengo a farti sapere che mi sono commosso nell’apprendere che hai rinunciato ad arricchire ulteriormente Te, per iniziare ad arricchire me. Anche se sono rimasto deluso dal non trovare neppure una riga dedicata al tema della giustizia. Ora, qualche maligno potrebbe asserire che per Te parlar di giustizia è come parlar di cordata a casa dell’impiccato, ma io sono certo che questa lacuna sia un’innocente svista e derivi dalla Tua inesperienza politica.

Chi intende governare, e di conseguenza legiferare, dovrebbe sapere che l’attività diventa oltremodo oziosa senza una giustizia in grado di far applicare, in modo celere e credibile, le norme emanate dal Parlamento. In poche parole, dove non c’è giustizia non c’è legge, e dove non c’è legge non ci può essere democrazia… al massimo “telecraxia”.

Del resto, tu sei un uomo imprestato alla politica, e, siccome nessuno sembra averti reclamato, ormai usucapito, purtroppo ti dovremo sopportare a vita. Ma siccome la vita, come del resto la nostra pazienza, non è eterna, sarà il caso che oltre i codici di procedura penale, che sappiamo logori e consunti, Ti procuri anche un buon testo di diritto costituzionale… il “Mortati”, mi permetto di suggerirTi.

ossequiosi e Fedeli saluti

Riccardo Gavioso

p.s. l’affrancatura della lettera è ovviamente a carico del destinatario, come del resto quella della missiva che hai voluto così cortesemente inviarmi, e che sarà da me pagata tramite rimborso elettorale

preparatevi a metter mano al portafoglio


tagliati due voli su tre, a Malpensa il clima è quello di smobilitazione. Tra delusione, rabbia e qualche lacrima, l’aeroporto si strucca proprio il giorno in cui viene inaugurato il raccordo autostradale che lo unisce alla Torino-Milano fornendo l’ennesima prova di come il senso delle cose non risparmia ad amministratori e politici il ridicolo che meritano.

Se Berlusconi, com’è probabile, vincerà le elezioni, convocherà gli imprenditori, convinto di chiudere con successo la colletta per acquistare “Alitalia”. La convinzione è giusta, e fa giustizia di un’altra convinzione: che certe “collette” si facciano solo a Palermo o nel Sud d’Italia con altro nome. Purtroppo visto che molte delle aziende “invitate” ad aderire sono a capitale pubblico o misto, nessuno di noi pensi di scamparla, e si prepari a metter mano al portafoglio… spontaneamente, s’intende…

Addio Burattino con i Fili!


ci sono poche delusioni cocenti come vedere una persona che hai stimato giocarsi tutto quello da cui nasceva la tua stima: un po’ come trovare un vecchio compagno di scuola addormentato su una panchina in un giardino pubblico.

Edoardo Bennato è stato uno dei cantautori più amati dalla mia generazione. Il suo sarcasmo e la sua rabbia politica ci avevano ammaliato al pari delle sue note. Vederlo a cena, seduto accanto al gran burattinaio di Arcore, a festeggiare il compleanno di Roberto Maroni, mette tristezza. Sentirlo sbandierare la sua amicizia col festeggiato e dichiarare che è nata grazie alla presentazione di Luca Cordero di Montezemolo, la incrementa. Pensare che allo stesso tavolo erano seduti anche Giulio Tremonti, Maurizio Beretta ed Enrico Mentana, la completa. Ma il peggio viene quando al nostro eroe viene presentato il conto della sua coerenza: “ Sono amico di tutti, e alla mia età certe amicizie uno se le può anche permettere… Il Cavaliere? … mi è molto simpatico!”
Sbagliato, caro Edoardo, non è ancora l’età in cui te lo puoi permettere… l’età in cui te lo potrai permettere sarà quando l’Alzheimer si sarà mangiato l’ultima delle tue cellule cerebrali.
Addio Burattino con i Fili!



Sul “Giornale” c’è scritto:
puoi fidarti di me
il peggiore di tutti
si è scoperto chi è
ci ha le ore contate…
ma che bella città…

(il postino delle sei) - i fiori sanno bene qual è il loro terreno ideale!


una lunga latitanza, cinque anni per banda armata, poi cancellati dalla prescrizione. Ora Roberto Fiore è leader incontrastato di “Forza Nuova”, simpatica formazione dedita ad organizzare raduni fuori porta dove rimanere incantati di fronte a svastiche, fasci e foto di Rommel. Dove fare attività fisica, ma solo col braccio destro e la mano aperta, o dedicarsi alla cultura, ascoltando Luigi Ciavardini, trent’anni per la strage alla stazione di Bologna, o leggendo le opere di Carlo Mattogno leader dei negazionisti nostrani.

Ora Fiore fa il candidato premier, veste la pelle dell’agnello (purtroppo, non quello pasquale), si accomoda nel salotto di Vespa e dichiara: “Siamo pronti ad appoggiare Berlusconi, come alle Regionali del 2005 e a collaborare al suo governo.”

la penna si rifiuta di commentare… se avete voglia, fatelo voi…

(il postino delle nove) - invitiamo il Cavaliere ad accoppiarsi più spesso...


con un figlio ci risolve il precariato
con due figli ci sistema Alitalia e Malpensa
capace che con tre figli ci ripiana il debito pubblico


post Viagra free

con Berlusconi saremo tutti più liberi!


l’italiano medio, si sa, è diffidente.

L’italiano medio oltre ad essere, come si sa, diffidente, è particolarmente diffidente e prevenuto nei confronti dei politici.

Quindi ad un povero politico miliardario non basta fondare un partito che si chiama “Popolo delle Libertà” perché il diffidente italiano medio si convinca che il partito è stato fondato col fine di difendere la libertà sua oltre che quella di tutti gli altri.

E allora, cari amici?

Allora ci vogliono le prove!

E la vostra amica penna, attenta e solerte come sempre, è in grado di fornirvene a bizzeffe.

Torniamo per un attimo in quel paradiso terrestre, eden di libertà, chiamato Bolzaneto.

Abbiamo appreso dalla memoria dei pubblici ministeri che era luogo ove i nomi dei padri delle libertà rimbalzavano di muro in muro… come le teste di qualche nemico delle libertà stesse, peraltro. “Duce” quasi cinquanta rimbalzi, a cui aggiungere una decina scarsa di “Mussolini”, “Pinochet” sfiora i trenta, “Hitler” si deve accontentare di una dozzina, un solo “Francisco Franco”, “Videla”, prodotto di nicchia, non pervenuto. Buone le coreografie: sfilate con saluto romano, teste infilate nelle turche, codini tagliati ( i “codini” si sa non amano la libertà, ce lo insegna la rivoluzione francese” ), buttati sempre nei cessi e i proprietari costretti a urinarvi sopra. Ottima la colonna sonora, “Faccetta Nera”, che deve però pagare pegno alla fedeltà viste le ridotte dimensioni degli altoparlanti dei telefonini in dotazione alle forze dell’ordine.

Botte da orbi, e orbace da botte.

E se ancora non foste convinti, l’affermazione riportata a verbale da parte degli agenti: “ Con Berlusconi al governo possiamo fare quel che vogliamo”.

Quindi, ancora un attimo di pazienza: tra qualche giorno la libertà trionferà e tutti potremo tornare a far quel che ci aggrada… qualcuno di più, ovviamente.

Tex Willer e il suo fido amico Kit in: “Caccia all’uomo”


anche in questa tornata elettorale ai candidati del Popolo Delle Libertà è stato fornito un prezioso kit come supporto per meglio irretire dal farmacista ( che il capopopolo indica come fondamentale alleato, ma non per questioni di Viagra, come tiene a farci sapere) al fruttivendolo (altro fondamentale alleato, visti i prezzi di frutta e verdura che, nonostante le smentite, paiono aver assunto quintalate di Viagra).

Il kit è piuttosto articolato, ma essenzialmente si compone di: maglietta “Rialzati Italia” ( che personalmente mi da l’idea di gentile concessione dopo amplesso non propriamente desiderato), spillina sociale, bandiera sociale, inno sociale e nazionale (che subito dopo le elezioni verranno affidati ad Apicella per essere mixati), prontuari con risposte a quesiti che potrebbero creare qualche imbarazzo, chiave d’accesso al sito internet con risposte di Bondi ad altri quesiti che potrebbero creare imbarazzi più imbarazzanti e DVD del film “Come sposare un milionario, e candidarsi alle amministrative” con Betty Grable, Marilyn Monroe, Lauren Bacall.

Purtroppo, siccome il diavolo fa i kit ma non i coperchi, e a causa dei frenetici ritmi elettorali, non è stato inserito un gadget che potrebbe risultare fondamentale per il successo del candidato: la sega da falegname. Subito si sono manifestati fastidiosi inconvenienti che, grazie ad un’esclusiva de “la penna che graffia”, potete vedere evidenziati nella foto. Così, prima che il problema potesse assumere proporzioni imbarazzanti (sempre senza Viagra, naturalmente), si è deciso di correre ai ripari, e di effettuare la distribuzione dell’attrezzo del mestiere presso i gazebo che, ancora una volta, offriranno il loro prezioso contributo architettonico per abbellire le piazze del paese.

Contrariamente a quello che qualcuno potrebbe pensare, solo su una delle componenti del kit abbiamo lavorato di fantasia. La stessa fantasia che chiedo ad ognuno di voi per aiutarmi a migliorare e completare il kit con un gadget che comprovi la vostra genialità e il vostro innato talento politico.

Ricchi posti da candidato per tutti, ovviamente.

(il postino delle sei) - fermo richiamo del Garante: il programma stracciato viola la “par condicio”


ma il Silviodanaio non si scompone, e replica: “ Nessun problema: quello del PD l’ ho stracciato prima delle elezioni, quello del PDL subito dopo!

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