
Allora, il futuro Presidente del Consiglio elogia pubblicamente un conclamato mafioso e lo ringrazia per la sua omertà. Il suo scherano lo definisce eroe, e preannuncia di voler riscrivere la storia, dimenticando che la storia è come il gelato a Cuba qualche anno fa: un solo gusto, prendere o lasciare. Il Podestà di Alghero – impariamo a chiamare le cose col loro nome – vieta di cantare “Bella Ciao” il 25 Aprile, e trova un prezioso alleato nel parroco di altro borgo che vieta i canti della Resistenza per un ex-partigiano, costringendo a declassare il suo funerale a cerimonia civile… in tutti i sensi ovviamente. Un altro Podestà, appena eletto, viene salutato da uno salva di saluti romani in una piazza della Capitale, ma un tribunale condanna per lo stesso tipo di saluto altri allegri figuri che hanno fatto lo stesso su altra piazza, inducendoci a pensare che il saluto romano è cosa buona e giusta, ma solo a Roma… lo dice il nome stesso. Un terzo podestà spende i soldi dei suoi concittadini per avvisarli che gli immigrati stupreranno i loro figli, e li invita a fare attenzione: purtroppo scordando di avvisare che il novanta per cento dei reati di questo tipo avviene in famiglia o per “merito” di parenti e conoscenti. Poco lontano un ragazzo è in fin di vita, ma sui tabelloni di Verona sicuramente domani non troverete una scritta che invita a fare attenzione che vostro figlio non venga ammazzato da qualche neonazista che ha respirato aria di Repubblica di Weimar.
Se in un paio di settimane siamo arrivati a questo punto, con alcuni che minimizzano e altri che paiono ammiccare alla rassegnazione, io non credo di voler restare a vedere come le cose possano evolvere… o, più precisamente, “involvere”. Credo che a chi ha come valori quei vecchi orpelli chiamati “libertà”, “democrazia” e “tolleranza”, non resti che disporre le camicie sul letto e andare a tirare fuori la valigia. E l’ultimo ad andarsene, per favore, si ricordi di chiudere l’acqua e staccare la luce.
Se in un paio di settimane siamo arrivati a questo punto, con alcuni che minimizzano e altri che paiono ammiccare alla rassegnazione, io non credo di voler restare a vedere come le cose possano evolvere… o, più precisamente, “involvere”. Credo che a chi ha come valori quei vecchi orpelli chiamati “libertà”, “democrazia” e “tolleranza”, non resti che disporre le camicie sul letto e andare a tirare fuori la valigia. E l’ultimo ad andarsene, per favore, si ricordi di chiudere l’acqua e staccare la luce.
