
in agosto, la corte di Cassazione ha respinto il ricorso della procura di Bologna, che aveva contestato l’assoluzione pronunciata contro i tre membri di una famiglia magrebina che vivono a Brescia e praticano un Islam integralista. Il padre e la madre, insieme ad altri membri della famiglia, avevano sequestrato e picchiata duramente la loro figlia Fatima, colpevole, ai loro occhi, di voler vivere all’occidentale. In primo grado, tutti e tre erano stati condannati per sequestro di persona e trattamenti disumani: l’adolescente era stata rinchiusa in camera, legata ad una sedia e picchiata .
A pochi mesi dalla morte tragica e assurda di Hina, la ragazza massacrata per gli stessi motivi in una simpatica rimpatriata di famiglia dal padre e altri parenti, non possiamo che ammirare l'acume e il tempismo con cui la corte (volutamente minuscolo) è sempre pronta a venire in soccorso ai più deboli e alle vittime di soprusi.
Due note a margine.
Questo post riguarda i musulmani, ma sarebbe stato uguale se a compiere certi gesti fossero stati cattolici, ebrei o qualche tribù animista centrafricana.
Quanto ai giudici, vi prego fermiamo questa inutile strage d'ermellini: come paludamento una coda di roditore è più che sufficiente!


