delitto di Cogne: il processo si è chiuso… da tempo!


preferisco scrivere prima che la decisione della Corte di Cassazione sia rilanciata dalle agenzie. Domani sarà sulla bocca di tutti, e ognuno la confronterà con le proprie convinzioni e aspettative. Naturalmente di coloro che metteranno a giudizio la sentenza, saranno pochissimi a saper cos’è il Cogne-bis e ancor meno a quali conclusioni scientifiche sia approdato. Nessuno, me compreso, conosce dettagliatamente milioni di pagine di atti processuali del Cogne-non-bis, e molti non le conoscono nemmeno sommariamente. D’altra parte quando si trasforma un processo penale in un processo mediatico, quando il peggio dell’informazione si balocca con i plastici delle villette e l’imputato inizia un lunghissimo tour nelle principali capitali televisive per concluderlo con l’immancabile libro scritto a quattro mai, ognuno si sente in diritto di ergersi a giudice e, come tale, di poter dispensare, più che opinioni o sensazioni, sentenze.

Domani si confronteranno due giustizie: quella giudiziaria e quella televisiva, e la seconda sarà destinata ad essere ruminata per giorni. Ma due giustizie sono troppe per non trasformarsi nel proprio opposto.

Anch’io ho la mia opinione sul delitto di Cogne, fattasi più salda dopo aver avuto modo di parlare con chi ha svolto le indagini, ma preferisco tenerla per me. Quello invece che mi preme sottolineare è che questo caso non ha insegnato nulla, e nessuno si è mosso con opportune norme per evitare che i processi penali invece che svolgersi nelle sedi deputate, finiscano per svolgersi di fronte al “saloon” catodico con un sinistro albero storto a far da sfondo.

Il grande fratello si è già fagocitato il ruolo di artefice delle leggi e di controllore della loro applicazione: con che coraggio accettiamo che svolga anche quelle di giudice?

49 commenti:

Davide ha detto...

La tv riesce sempre a spettacolarizzare ogni processo e ad inviare una marea di disinformazione, riescono a tramutare il dolore in business .
Ciao.

Franca ha detto...

Da un po' l'impressione del "panem ed circences" dati in pasto al popolo di Roma...

Comicomix ha detto...

Sono molto noioso, ma ormai mi sopporterai (ancora non per molto...).

In questa vicenda non si è praticamente mai parlato di Samuele.

E io, sull'argomento, non ho davvero null'altro da dire :-(

C

Joe ha detto...

In inglese si chiama sidetracking. La TV italiana e' tra le migliori del mondo in questa specialita'.

Martina Buckley ha detto...

Ben definito, Joe. La storia del delitto di Cogne me la ricordo anch'io, l'avevo seguita -ridete pure, ma si aggancia bene a tutto il discorso del post- sulle riviste scandalistiche di mia madre quando andavo a trovarla. Avevo visto anche per caso una volta, pura coincidenza durante uno di questi viaggi in Italia, Annamaria Franzoni ospite del Maurizio Costanzo Show. Per questo il post sul delitto di Cogne mi ha stuzzicato la curiosità - non sapevo neppure ci fosse stato un appello...
L'umile opinione che mi ero fatta su questo caso, probabilmente sbagliata ma comunque non riesco ad evitarla, è che la Franzoni avesse avuto un atto psicotico, ovvero un momento in cui qualcosa è "scattato" nella sua mente, probabilmente a causa di una preesistente malattia mentale, e l'ha portata a compiere l'omicidio. Ovvero il massacro. Nulla da recriminare, purtroppo gli atti psicotici sono tra le cose più misteriose della natura umana ed il colpevole in genere dopo tende a comportarsi come nulla fosse, anzi in genere gode dell'attenzione che ha attratto tramite l'atto compiuto .
Ma questa è un'opinione molto personale. Sarei molto curiosa di sapere a che conclusioni arriveranno i giudici.

riccardo gavioso ha detto...

@ davide: tieni conto che il dolore è una materia prima decisamente a buon mercato.

ciao

riccardo gavioso ha detto...

@ franca: il tubo catodico è di grosso aiuto... sai che problemi di questi tempi ad andare a raccattare belve.

riccardo gavioso ha detto...

@ comicomix: hai ragione C., ma la pietas non fa audience, non fattura, non dilata i suoi tempi. La pietas è dentro di noi... dentro alcuni di noi... Hai fatto bene a fare quel nome... sono certo che molti non lo ricordavano più.

un saluto, Riccardo

riccardo gavioso ha detto...

@ joe: come dicevo, il dolore costa decisamente meno di una fiction e il bacino d'utenza è decisamente più redditizio.

riccardo gavioso ha detto...

@ martina: la Franzoni paga molti errori, oltre a pagare un orrore. Prima sceglie il rito abbreviato, che è scelta di solito riservata a chi è colpevole o ha gravissimi indizi a carico, e punta ad un grosso sconto di pena. Poi in Appello, rifiuta una perizia psichiatrica che è quasi una proposta di conciliazione, per puntare all'assoluzione piena. Il tutto senza contare il balletto di difensori, che certo non depone a suo favore.
Ma siamo in Italia, e puoi scommettere che la storia non finisce qui: tra un anno siamo a parlare di revisione.

pierinux ha detto...

sempre acutissimo, rick.

riccardo gavioso ha detto...

grazie, troppo gentile. Diciamo che nel nostro paese si è costretti a far di necessità virtù :)

continuo a seguire le vostre bellissime iniziative in favore della cultura africana. Complimenti davvero

pierinux ha detto...

grazissimo! :D

riciard ha detto...

è la solita realtà. Ovvero il caso di Cogne è stato utile per vari motivi. Ha fatto da creatore di puntate a Vespa, permettendogli di parlare di altro oltre ai tortellini. Permettendogli di non far parlare il presidente del consiglio Berlusconi, nel suo terzo mandato allora. Inoltre ha fatto capire come ormai la gente sia assuefatta: ciò che dice la tv è vero. Non mi interessa se la Franzoni è innocente o colpevole, orrendo il crimine e merita di essere punito drasticamente, ma tutto lo spazio mediatico che gli è stato dato è stato davvero troppo. Nessun altro processo, nemmeno quello Pacciani ha avuto una tale risonanza. Nemmeno quello Andreotti. nemmeno quello Berlusconi (quello?... quelli!) In compenso gli italiani sanno tutto, o almeno lo credono, sulla Franzoni. E ognuno ha una sua opinione. La Franzoni è diventata un po' come la squadra di calcio agli europei: siamo tutti allenatori.

Un numero: 1984. Due parole: Big Brother Una frase: "A memoria futura, la libertà che abbiamo ce la siamo presa" (S. Guzzanti, "Viva Zapatero";)

E ribadisco, anche da qui oltre che dal mio post, che la Rai è al primo posto nello schifo.

riccardo gavioso ha detto...

concordo, la Rai è in cima alla home page della vergogna e si vota da anonimo per migliorare ancora la posizione.

vedremo poi quanto spazio sarà dedicato al processo Thyssen

babilonia61 ha detto...

Ora, ciò che non capisco è come dopo tantisimi anni si parla ancora del caso. Mah!, forse sarò strano io. Buona serata. Rino.

riccardo gavioso ha detto...

temo che dopo la sentenza di stasera se ne parlerà ancora a lungo, e non escluderei che l'opinione pubblica, lasciato passare qualche tempo, faccia pressioni per riaprire il processo con la revisione o per stravolgerne le conclusioni...

buona serata a te Rino

chicchierendotraamici ha detto...

La cosa che mi ha dato più fastidio in questo processo: è stato il ruolo dei mass media che criticavano tutti il protagonismo della Franzoni, ma tutti volevano un esclusiva con lei. Tutti facevano degli splendidi primi piani alle lacrime della Franzoni. Io penso solo a che strazio deve essere stato per il piccolo Samuele. Ormai le vittime diventano solo delle comparse nelle varie vicende, i protagonisti sono i carnefici.

riccardo gavioso ha detto...

facile vedere lo sciacallo nella pupilla degli altri, ma non l'avvoltoio nella propria.

danielemd ha detto...

Ottimo post ma mi hai lasciato con una curiosità!! Dai dicci la tua opinione sul delitto! :)

riccardo gavioso ha detto...

contraria a quella della maggioranza degli italiani ;)

danielemd ha detto...

e vabbè... qual'è quella della maggioranza??

riccardo gavioso ha detto...

a maggioranza degli italiani nei processi penali importanti è sempre... dai che lo sai ;)

audrey ha detto...

Se ne parlerà di sicuro ancora per molto tempo caro Rick.

Sai quante puntate di Porta a Porta ci aspettano, quanti Matrix... Basta non parlare dei veri problemi del paese.

Un abbraccio, Audrey

riccardo gavioso ha detto...

credo abbiano fatto il "coccodrillo" sia per la condanna che per l'assoluzione, per poter andare in onda già da stasera. I veri problemi del paese... ohibò, ma abbiamo dei problemi? ;)

un abbraccio a una buona serata

nonsolopane ha detto...

Avrei voluto non intervenire Rik, ma poi ci ho ripensato. In questo processo tutti ormai si sono formati un'opinione, come succede in ogni fatto clamoroso che ci viene imposto sotto varie scenografie. Tu sai sicuramente come la penso, a proposito sarà un caso, ma mi ha fatto un po' specie vedere il mio avatar nel tuo post. Qui non ci sono avvoltoi o sciacalli, ma delle posizioni abbastanza nette, e tu saprai che è lecito ,perchè anche le tue su ogni fatto di politica e cronaca lo sono. Ti invio cari saluti perchè è un po' che non ci sentiamo più.

Valeria.

riccardo gavioso ha detto...

'avatar è del tutto casuale: si parla di giudici con l'ermellino...

Io non condanno chi si è fatto un'opinione, me la sono fatta anch'io. Lo sciacallaggio è quello dei media che stanno per aprire l'ennesima diretta, è le colpe più gravi sono di chi gli consente di farlo.

cari saluti anche a te, Riccardo

doc63 ha detto...

é proprio vero,la TV ha sostituito le comari del paesello,quelle che condannano o assolvono prima dei giudici!! :(

riccardo gavioso ha detto...

sarebbe ora che qualche norma intervenisse a riportare i processi nelle sedi opportune. Negli Stati Uniti è in vigore una norma per cui i proventi che possono derivare all'autore di un delitto da cinema, libri e televisione devono essere integralmente versati alla vittima o ai suoi famigliari.

doc63 ha detto...

si ne ero a conoscenza,ma vuoi privare il berlusca di quei spiccioli per il caffé del mattino?!

freesud ha detto...

kissà

riccardo gavioso ha detto...

"Il compito dell'uomo di cultura è più che mai quello di seminare dubbi, non di raccogliere certezze"

Joe ha detto...

Questa e' veramente saggezza e gia' gli antichi filosofi ne erano al corrente.

Anonimo ha detto...

Non ho letto i commenti e provo a indovinare la tua convinzione, che non è quella della maggioranza degli italiani e che penso sia la stessa che ho io. Per me è stato il fratellino maggiore. Anna Maria sarà un'isterichina viziata, d'accordo, ma non mi ha l'aria di una che accoppa un figlio di due anni con 20 colpi sulla testa. E, se fosse questa la convinzione degli inquirenti, perché per anni le avrebbero lasciato accanto l'altro figlio e lasciato generarne un terzo? Quello che è successo non può né deve essere nemmeno sospettato. La messa in scena per le prime indagini, la teoria dell'aneurisma della medichessa di famiglia, le dichiarazioni di Taormina PRIMA di assumere l'incarico, la sua ricerca dell'ubriaco della valle da incolpare (DURANTE l'incarico), tutto me lo fa pensare. Il movente? La gelosia per il fratellino minore che ti sottrae le attenzioni dei genitori. L'arma? Un giocattolo pesante poi fatto sparire. Perché non lo si ammette? Perché, anche se non perseguibile, perderesti anche l'altro figlio, eppoi perché nessuno nella patria del mammismo è disposto a credere all'esistenza di un assassino di 5-6 anni. Ciao Riccardo.

zefirina ha detto...

ci vorrebbe pudore, il pudore dell'imputato, il pudore di scrivere le notizie nude e crude senza la tentazione di spettacolizzarle, il pudore di avvocati difensori e non di non rilasciare interviste a destra e a manca
bisognerebbe tacere invece di straparlare

e nessuno mai poi di ricorda delle vittime

mi ricordo di essere andata ad una lezione all'università di Chieti del "guru" (per i suoi adepti) Massimo Fagioli, siparlava di Erika e Omar, in verità più di Erika che di Omar, il caso mi aveva colpito avendo figli più o meno di quell'età, (non che creda che loro mi vogliano uccidere) però mi interessava e mi interessa ancora scandagliare la mente, sapre cosa pensano e come ragionano gli adolescenti di oggi, le differenze con la mia adolscenza. Tutto questo per dire che anche lì nessuno degli oratori ha mai avuto una parola per la mamma e il fratellino!

zefirina ha detto...

non avevo letto gli altri commenti prima di scriv ere il mio, vedo che comicomix prova il mio stesso disagio: spesso nessuno parla delle vittime: ormai sono morte e pace all'anima loro

Alberto ha detto...

E ieri sera anche da Matrix, che ho spento subito. Ciao.

riccardo gavioso ha detto...

@ joe: belle parole, prese in prestito da Noeberto Bobbio.

p.s. bello ricevere un commento alle 4.49, uno poi può andare a dire che sul proprio blog non cala mai il sole :)

riccardo gavioso ha detto...

@ anonimo: non è la mia ipotesi, e credo che la dinamica del delitto la escludesse per una serie di motivi.

una buona giornata

riccardo gavioso ha detto...

@ zefirina: il pudore normale fa riferimento al senso comune, quello in atti giudiziari lo si potrebbe anche imporre. Mi fai pensare ai bellissimi articoli di nera di Buzzati, una volta certi fatti tristi ci davano letteratura, ora solo trash. E un imbarazzante silenzio sulle vittime ce lo conferma.

riccardo gavioso ha detto...

@ alberto: ho resistito fino alla prima pausa pubblicitaria. Ogni tanto anche la pubblicità ha la sua indiscutibile utilità.

Anonimo ha detto...

D'accordo, un processo mediatico ma non condivido l'inutilità perchè qualcosa ci ha insegnato:

- che in Italia in molti si schierano sempre dalla parte del/la colpevole dimenticandosi completamente e sistematicamente di chi è morto. A Matrix ieri sera non si è parlato altro di una famiglia distrutta perchè è stata separata la madre dai figli. E' possibile che ci sia ancora chi possa pensare di lasciare chi si è macchiato di infanticidio accanto a bambini ???

- che in Italia l'iter giudiziario è lungo e penoso e può cambiare se si è benestanti e ci si appoggia a "illustri difensori"

Sono veramente amareggiato. Continuo a considerarmi molto lontano dalla mentalità di questo paese e spero che questa triste storia sia chiusa per sempre.

angelo ha detto...

Io non ho seguito il processo di Cogne, per cui ne conosco solo quello che è impossibile non conoscere.
Ci sono diversi aspetti che mi avevano colpito e forse il primo è stato che non esistevano prove né testimoni e non è stata neanche trovata l'arma del delitto. Mi sono trovato a disagio di fronte a un processo indiziario e mi sono domandato se dia sufficienti garanzie di equità e rispetto per la verità.

La spettacolarizzazione che c'è stata, facile perché il crimine è stato efferato e la presunta colpevole era molto telegenica e anche madre della vittima, non credo abbia giovato alla serenità del processo, e in questo senso i media hanno provocato un danno diretto, oltre a quello indiretto dell'imbarbarimento sempre più avanzato della coscienza degli italiani.
Quando parlo di media intendo soltanto la televisione: ormai i giornali sono morti e sepolti - purtroppo - dal punto di vista dell'informazione, e ogni notizia che non è lanciata o ripresa dalla televisione semplicemente non esiste. Hai ragione: i grandi processi costano poco, distolgono i pensieri e fanno audience: non mi stupirei che in periodi di carenza se ne inventino ad hoc, dopotutto penso che costi meno pagare qualche sicario che una troupe di sceneggiatori.

riccardo gavioso ha detto...

@ anonimo: c'è molto di vero in quel che dici, ma come da mie previsioni, solo oggi è arrivata la richiesta di tre anni d'indulto e quella di grazia a Napolitano.
Signori in carrozza... si riparte!

riccardo gavioso ha detto...

@ angelo: non escluderei la tua ultima ipotesi, e potrebbe essere anche una buona spiegazione del fatto che raramente i colpevoli del giallo dell'estate vengono trovati.

una buona serata

d'io ha detto...

Si, penso anch'io che il processo si sia chiuso da tempo e devo dire non mi dispiacerebbe se fosse "riaperto veramente seriamente". Non mi convince e comunque sia andato il fatto, il verdetto non mi piace...
francesc0

jeneregretterien ha detto...

mai sapremo la verità. E per l'uso mediatico che è stato fatto in questo processo, le cattive coscienze portano a provare compassione per una madre che lascia 2 bambini a casa.
Nessuna compassione per un bimbo, forse ucciso da sua madre.
Dico "forse", anche con la sentenza definitiva.
Ma tranquilli, verrà applicato l'indulto e la signora nel giro di pochi anni potrà tornare a casa.
In fondo gli italiani sono un popolo dai buoni sentimenti, con qualche eccezione (extracomunitari, rom).

riccardo gavioso ha detto...

@ d'io: una sentenza compromissoria finisce per scontentare tutti. Ma la storia rimane aperta, come tutte quelle dei processi clamorosi.

riccardo gavioso ha detto...

@ jeneregretterien: il calcolo è complicato, ma c'è già chi l'ha fatto: indulto, buona condotta e i figli rimasti ad aspettarla, fanno tre anni, forse qualcosa in meno.
E a questo punto, la pena è assurda sia che sia colpevole sia che sia innocente.

buon fine settimana

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